Senza stipendi e l’Europa che frena. Giorgetti già in panne su Alitalia. Vertice domani al Mise con il Tesoro e i Trasporti. A rischio il decollo ad aprile della newco Ita

Giorgetti lega
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Con sempre meno ossigeno in cassa e l’urgenza di far decollare al più presto la nuova compagnia, il dossier Alitalia si scalda e arriva sul tavolo del governo. La preoccupazione è alta, tanto che il Ministero dello sviluppo economico ha chiesto un incontro urgente agli altri due dicasteri coinvolti, i Trasporti e il Tesoro. Vertice che è stato fissato per domani e che vedrà la partecipazione, in presenza al Mise, del padrone di casa Giancarlo Giorgetti (nella foto) e del ministro dei trasporti Enrico Giovannini; mentre è in forse la presenza del titolare dell’economia Daniele Franco.

Sul tavolo dei ministri, prima di tutto l’emergenza finanziaria della vecchia compagnia, aggravatasi negli ultimi mesi, complice il mancato arrivo dei ristori Covid (manca l’autorizzazione dell’Ue agli ultimi 55 milioni). I soldi in cassa sono quasi esauriti e quindi anche a febbraio (come già accaduto a dicembre) gli stipendi saranno pagati con qualche giorno di ritardo.

Il commissario Giuseppe Leogrande, che da settimane lancia l’allarme sulla situazione della cassa, lo ha confermato ai sindacati, evidenziando anche un altro problema: non solo il commissario non è in grado di anticipare la cigs (che coinvolge oltre 6.800 dipendenti fino a settembre 2021), ma l’Inps non sta erogando le integrazioni della retribuzioni già autorizzate.

Un fatto su cui però l’Inps chiarisce: “per l’eventuale passaggio a pagamento diretto della cigs da parte dell’Istituto, l’azienda sa che la richiesta deve essere fatta al Ministero del Lavoro. Stante che l’Istituto non ha ricevuto nessun aggiornamento a riguardo – ha continuato l’Inps – nessun ritardo o altro tipo di volontà ostativa può essere imputato all’Istituto sulla questione”.

A tutto questo si aggiunge il nodo del trasferimento degli asset da Alitalia alla newco Ita. Passaggio su cui è puntato il faro dell’Europa che chiede discontinuità tra vecchia e nuova compagnia, attraverso la vendita degli asset sul mercato. Leogrande è al lavoro su un bando, ma al momento non ci sarebbe ancora nulla di concreto e il tempo che passa rende sempre più complicato l’obiettivo annunciato di far decollare Ita ad aprile.

Sta ora al Governo individuare con Bruxelles il percorso migliore. Intanto cresce la preoccupazione dei sindacati. E non solo per Alitalia. Oggi Filt-Cgil e Uiltrasporti scendono in piazza a Roma, a Montecitorio, per denunciare la “situazione drammatica” di tutto il settore del trasporto aereo, con 50mila posti di lavoro a rischio.