In un comunicato la fio.Psd – Federazione italiana organismi per le persone senza dimora mette in fila un numero che pesa come una sentenza: 414 senzatetto deceduti nel 2025. Nel 2024 erano 434, nel 2023 415. La cifra cambia di poco, l’abitudine resta. A colpire, prima ancora del totale, è l’età media di morte: 46,3 anni. Per chi aveva cittadinanza italiana 54,5; per chi arrivava da fuori 42. In un Paese dove l’aspettativa di vita supera gli 81 anni, la strada accorcia il tempo e lo fa con regolarità, senza stagioni privilegiate.
La mappa reale: fuori dai grandi viali
Il dettaglio più spiazzante è la geografia dei decessi. fio.PSD indica una prevalenza nel Nord, con la Lombardia al primo posto. Roma e Milano guidano fra le città, però la mappa vera esce dai grandi viali: una quota ampia dei casi arriva da province e comuni medi, territori dove l’offerta di servizi è più rarefatta. È lì che la cronaca smette di essere “fenomeno urbano” e diventa sistema.
I luoghi raccontati dal monitoraggio sono un inventario di esposizione permanente. Il 34 per cento dei ritrovamenti avviene in strada, parchi, aree pubbliche. Un altro 23 per cento in baracche e ripari di fortuna. Poi c’è un dato che chiede una domanda precisa: il 15 per cento dei decessi per annegamento. Canali, fiumi, porti, fossi. Punti ciechi dove basta una caduta, una notte senza riparo, un malore. Un altro 8 per cento muore in carcere: anche lì l’assenza di dimora diventa fattore di rischio.
Il profilo è quasi sempre maschile: 91,5 per cento. La cittadinanza straniera supera la metà, 56,5 per cento, con prevalenza extraeuropea. Sono numeri secchi, però descrivono una fragilità organizzata: si muore giovani, si muore soli, si muore lontano dai servizi sanitari continuativi.
Casa, sfratti, presa in carico che si interrompe
Dietro quei luoghi c’è una traiettoria economica e sociale. Eurostat, per il 2024, stima nell’Unione europea una quota dell’8,2 per cento di persone in famiglie che spendono oltre il 40 per cento del reddito disponibile per la casa. In Italia i prezzi delle abitazioni tornano a salire: ISTAT segnala nel 2025 un aumento medio del 4,1 per cento nei primi tre trimestri rispetto al 2024. Nel frattempo gli sfratti restano una corrente continua: 40.158 provvedimenti di rilascio emessi e 21.337 eseguiti nel 2024, secondo il Ministero dell’Interno. Dietro quelle pratiche c’è una soglia che salta e raramente si richiude.
Le “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta”, diffuse nel PON Inclusione, parlano di Housing First e di presa in carico continuativa. Ogni inverno i Comuni aprono posti letto extra, poi l’emergenza si ritira e resta la stessa domanda: dove va chi esce dal dormitorio al mattino. La risposta, spesso, è un marciapiede.
fio.PSD, nel rapporto 2024 pubblicato a gennaio 2025, segnala una crescita della componente giovane: fra 17 e 29 anni i decessi arrivano al 18 per cento del totale, con prevalenza di cittadini stranieri. È un’età da lavoro, da studio, da futuro. Invece diventa età da statistiche.
A fine mese un passaggio può cambiare la qualità dei dati: la rilevazione “Tutti Contano”, promossa da ISTAT e realizzata con fio.PSD, prevede una conta nelle 14 città metropolitane il 26, 28 e 29 gennaio 2026. Si conterà anche chi sfugge ai registri e ai servizi. Il rischio è che la realtà resti più grande dei numeri. Il rischio peggiore è che la serie continui uguale, anno dopo anno, finché 414 resta soltanto un’altra riga.