Servizi poco segreti sulla strage di Manchester. Dopo le ultime rivelazioni Usa, gli inglesi interrompono i rapporti sull’inchiesta. E ora spunta la pista tedesca

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Il massacro di Manchester si porta dietro uno strascico di polemiche, rivelatore di quanto la collaborazione tra le intelligence nazionali non funzioni come dovrebbe. Tanto che ora la polizia di Manchester ha annunciato che interromperà con gli Usa la comunicazione delle informazioni sull’attentato di tre giorni fa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata l’ennesima rivelazione arrivata da oltre Oceano che, ovviamente, potrebbe in qualche modo compromettere le indagini. L’ultima informazione che trapela da Washington sull’inchiesta sarebbe quella secondo cui nel massacro di Manchester, per cui allo stato sono otto le persone arrestate, è stato usato l’esplosivo Tapt, lo stesso utilizzato negli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi e del 22 marzo 2016 a Bruxelles. Il quadro, delineato dal deputato statunitense Mike McCaul, presidente dell’House Homeland Security Committee, è dunque chiaro e sconvolgente: “Non abbiamo a che fare con un lupo solitario – ha detto McCaul all’Associated Press – c’è un network di terroristi ispirati dall’Isis“. Una rivelazione che ha fatto imbestialire i servizi di Sua Maestà, tanto che la questione è stata affrontata ieri anche da Theresa May con Donald Trump a Bruxelles per il vertice della Nato, occasione per chiedere spiegazioni su quanto sia accadendo.

L’inchiesta – Proseguono intanto le indagini su Salman Abedi e sul “network di terroristi” cui apparteneva. Il terrorista suicida di Manchester si è “probabilmente radicalizzato in Libia”, hanno riferito fonti della comunità libica di Manchester, mettendo in dubbio che si possa essere convertito all’Isis in Gran Bretagna. Certo è, però, che Abedi avesse dei rapporti con il terrorismo islamista tedesco: fonti dell’intelligence di Berlino citate da Sky News hanno affermato che quattro giorni prima dell’attacco Salman Abedi era a Dusseldorf, città del Nord Reno-Vestfalia, regione considerata base operativa dei jihadisti di Germania tra i quali Anis Amri, l’uomo che il 19 dicembre aveva ucciso 12 persone lanciandosi con un tir sul mercatino di Natale di Berlino. Un’indiscrezione che rende conto della rete terrorista presente in Europa, con diramazioni impressionanti in Libia e Siria.

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