Sfida sul filo dei numeri. Conte al Senato può rottamare il rottamatore. A Palazzo Madama lontani i 161 Sì. Ma basta la maggioranza relativa

GIUSEPPE CONTE
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Si gioca oggi al Senato la partita decisiva per Giuseppe Conte. Ma anche se l’esito a Palazzo Madama dovesse essere positivo per il governo (alla maggioranza basterà un voto in più delle opposizioni), la guerra dei numeri non è finita. La prova di forza è destinata a protrarsi nei prossimi giorni con la maggioranza che tenterà di sfilare altri pezzi a Matteo Renzi e di attirare i costruttori. Il premier è determinato – come ha detto alla Camera – a voltare pagina. Pronto a un patto di legislatura e a un riassetto della squadra di governo. Cosa che avrebbe voluto fare anche con Renzi ma il senatore di Rignano ha deciso per la rottura. E a oggi la porta per Italia viva è definitivamente sbarrata. Obiettivo del premier è provare che Iv è sostituibile e non indispensabile al governo per arrivare a fine legislatura.

Il pallottoliere, però, continua a parlare di voti ballerini. Il socialista Riccardo Nannicini potrebbe astenersi, mentre Tommaso Cerno del Misto ha fatto sapere che voterà sì a Conte ed è possibile che arrivi anche l’ok di Mario Giarrusso. La Lega punta a blindare Forza Italia, Udc ed ex pentastellati. Il timore dei dem ma anche dei Cinque stelle è quello di ottenere una maggioranza risicata che consenta di vivacchiare e non di governare. Ecco perché la partita non si chiuderà oggi. E nei prossimi giorni – se dovesse arrivare l’ok di Palazzo Madama – si attende, magari, la costituzione di un gruppo nuovo. Renzi, da parte sua, conta sul fatto che la maggioranza non raggiungerà quota 161 e al Senato, come già alla Camera, Iv si asterrà. E’ atteso, assieme a quello della Bellanova, il suo intervento.

Astenersi è l’unica strada che ha, del resto, per evitare fughe dal gruppo e per continuare a sperare di avere un dialogo con l’attuale maggioranza. La scommessa dei renziani è che fallisca l’operazione costruttori, che il governo non raggiunga la maggioranza assoluta e che gli ex alleati siano costretti a riprendere le trattative con loro. Iv sa bene che uno dei problemi per l’esecutivo potrebbe essere quello di non riuscire ad avere la maggioranza nelle commissioni parlamentari. A ogni modo, i pronostici per oggi si fermano sui 152-155 voti, a fronte della maggioranza assoluta raggiunta alla Camera con 321 sì.

Al momento appaiono blindate Forza Italia e Udc, che in Senato ha tre seggi (De Poli, Binetti e Saccone) e che ha ribadito fedeltà al centrodestra. Altrettanto hanno fatto i tre di Idea-Cambiamo (Romani, Berruti, Quagliariello). Ma non è detto che gli stessi non possano palesarsi più avanti, a seconda dei prossimi passi di Conte. Dunque in Senato ci si ferma a quota 152, che secondo qualche ottimista potrebbe salire di un paio di unità, con i sì dell’ultima ora. Magari da qualche scranno di Forza Italia. Ai 148 della maggioranza, va sottratto il pentastellato Francesco Castiello che è malato di Covid, ma vanno aggiunti l’ex M5S Gregorio De Falco, tre senatori a vita (Mario Monti, Elena Cattaneo e Liliana Segre) e Cerno.

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