Sfida tra inglesi e tedeschi su chi conta di più a Roma. Inviti in contemporanea dalle ambasciate per festeggiare Ue e regina. Imbarazzo tra manager pubblici, lobbisti nostrani e imprenditori

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Dove dobbiamo andare il prossimo 14 giugno? è la domanda che in questi giorni si stanno facendo manager pubblici, imprenditori e lobbisti nostrani. Molti di essi, infatti, sono stati raggiunti da un duplice invito Vip: uno proveniente dall’ambasciata tedesca, l’altro da quella inglese. Stesso giorno e stessa ora. Una sovrapposizione che sta già facendo evocare un mini incidente diplomatico, con gli indici puntati sui responsabili del cerimoniale delle due sedi. Ma partiamo dal versante tedesco. Il 14 giugno, presso una delle residenze romane dell’ambasciata teutonica, ovvero Villa Almone, è stata organizzata una celebrazione dal titolo evocativo: “La mia Europa”. Appuntamento ancor più sensibile, dal punto di vista dei rapporti, dopo la crisi istituzionale che oppone in Italia eurocritici ed euroentusiasti. Ma soprattutto dopo le intempestive dichiarazioni del commissario tedesco al bilancio, Gunther Oettinger, che l’altro ieri ha evocato una dura lezione dei mercati agli elettori italiani Tra gli ospiti dell’ambasciatrice tedesca Susanne Marianne Wasum-Rainer, almeno da programma, spicca soprattutto Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della Commissione europea. Con lei ci sarà anche la deputata Pd Angela Schirò (residente in Germania), eletta in Parlamento alle ultime elezioni nella circoscrizione estero. Insomma, si preannuncia un evento delicato e molto “europeista”.

Sorpresa – Peccato però che per lo stesso 14 giugno siano partiti anche gli inviti da parte dell’ambasciatrice inglese in Italia, Jill Morris, che ha chiamato diverse personalità a villa Wolkonsky per celabrare il compleanno della regina Elisabetta. Anche qui appuntamento diplomaticamente delicato (si pensi solo alle polemiche post Brexit) per il quale la sovrapposizione con l’evento tedesco rischia di essere esiziale. Ma come è possibile che le due ambasciate non si siano rese conto dell’infelice coincidenza? Le accuse, anche se a mezza bocca, vengono rivolte ai responsabili del cerimoniale delle due sedi diplomatiche. Sono loro, si ragiona tra gli autorevoli invitati, che avrebbero dovuto evitare una concomitanza  potenzialmente foriera di nervosismi tra due dei più importanti ambasciatori oggi di stanza in Italia. Non e però la prima volta che il Belpaese è terreno di “screzi” tra sedi diplomatiche. La Notizia del 4 luglio 2017 aveva segnalato un caso simile intercorso tra l’ambasciata americana e quella del Sudafrica.

Il precedente – Per il successivo 5 luglio di quell’anno la sede diplomatica statunitense aveva fatto partire una valanga di inviti in occasione del tradizionale festeggiamento dell’“Indipendence Day” (la ricorrenza, la cui data storica è il 4 luglio, l’anno scorso venne celebrata a Villa Taverna proprio il 5 luglio). Anche in questa occasione, però, la stessa data e lo stesso orario di ingresso comparivano su un altro invito “diplomatico”, stavolta predisposto dall’ambasciata a Roma del Sudafrica. Qui la responsabile della sede diplomatica, Nomatemba Tambo, aveva invitato grosso modo gli stessi destinatari della missiva Usa a una serata dedicata “al lancio delle nuove serie Bmw, alla moda e all’arte italiana, eventi combinati con musica e vino sudafricano”. E anche allora giù con le critiche ai responsabili del cerimoniale.