Sgambetto sui decreti Sicurezza. La Casellati li consegna alla Lega. Il testo finisce alla Commissione guidata dal Carroccio. L’ira della maggioranza in Senato: scelta sconcertante

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La profonda rivisitazione dei Decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini quando era ministro dell’interno, finiti al centro di inchieste e processi dopo la battaglia del Capitano contro le ONG, non va giù alle destre. Essendo i provvedimenti in fase di conversione al Senato, l’esame degli stessi è stato assegnato dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, oltre che alla Commissione affari costituzionali, alla Commissione giustizia presieduta dal leghista Andrea Ostellari. Per i giallorossi un trabocchetto per cercare di far decadere le nuove norme sgradite ai sovranisti.

IL PUNTO. Approvata la legge alla Camera, a Palazzo Madama, dove dovrebbe arrivare l’ok entro il 20 dicembre, la stessa rischia di impantanarsi. La scelta della Casellati non convince i giallorossi. Viene vista come un’invasione dei campo per favorire le destre di cui la presidente è espressione. La Commissione giustizia, dopo una serie di sgambetti quando l’estate scorsa c’è stato il rinnovo delle presidenze, anziché andare, come era previsto negli accordi, a Pietro Grasso, di Leu, ex presidente del Senato, è rimasta al leghista Ostellari. Un uomo del Capitano chiamato a esaminare la legge che boccia quella del Capitano. Pd, Leu e Movimento 5 Stelle non sono tranquilli. E non lo sono considerando anche che provvedimenti del genere solitamente vengono assegnati soltanto alla Commissione affari costituzionali.

GLI INTERVENTI. Per il dem Dario Parrini, presidente della Commissione affari costituzionali, la scelta della seconda carica dello Stato è “incomprensibile e sconcertante”. “L’esame di questo tipo di provvedimenti, di pertinenza del Ministero dell’Interno, è sempre stato assegnato alla Affari costituzionali, così è stato alla Camera, così è stato anche per i decreti di Salvini”, gli hanno fatto eco i capigruppo del Pd nelle Commissioni affari costituzionali e giustizia, Valeria Valente e Franco Mirabelli. E critico è pure il Movimento 5 Stelle, ipotizzando che la Casellati abbia ricevuto una richiesta in tal senso da parte dello stesso leghista Ostellari e che tutto ciò sia avvenuto senza alcun pronunciamento da parte dei capigruppo. A parlare di scelta “logica”, per via della “naturale e ovvia competenza per materia”, sono invece ovviamente i capigruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

IL PARTICOLARE. Intanto Matteo Salvini, che proprio per i Decreti sicurezza è sotto processo a Catania, non avendo ottenuto il salvagente dell’immunità da Palazzo Madama, ieri ha scritto su Facebook: “Di solito il venerdì pomeriggio torno a Milano per riabbracciare i miei figli. Oggi volo a Catania perché domani alle 9.30 sarò nell’Aula Bunker per il mio processo per “sequestro di persona”, pena prevista fino a 15 anni di carcere. Per l’Italia e per la Libertà, ci vado a testa alta”.

Di più, sempre mostrando i muscoli: “Sbarchi azzerati, morti nel Mediterraneo dimezzate, Europa costretta a non voltare gli occhi dall’altra parte: sono orgoglioso di quanto fatto da Ministro, domani sarò di nuovo in tribunale a Catania, accusato di “sequestro di persona”, ma ci vado tranquillo e a testa alta, convinto di aver tutelato l’interesse del mio Paese, a maggior ragione constatando che nell’ultimo anno con questo governo gli sbarchi sono triplicati. Non si molla”. E c’è da scommettere che sulla contestata rivisitazione dei decreti il Carroccio non voglia mollare neppure a Palazzo Madama.