Si avvera la profezia di Oriana. Il fondamentalismo e l’integralismo islamici sono in Europa, sono dentro casa nostra, minacciano le nostre vite e minano ogni forma di stabilità

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Isabella Rauti

Dopo l’attentato terroristico alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo, con 12 persone uccise da fanatici islamici e molti feriti, la storia cambia. Un commando che, con armi da guerra, entra nella redazione di un giornale per “vendicare” qualche vignetta e per “giustiziare” la libertà di stampa dice al mondo che la pace in Occidente è finita. E ci dice anche che il fondamentalismo e l’integralismo islamici sono in Europa, sono dentro casa nostra, minacciano le nostre vite e minano ogni forma di stabilità.
Non esiste soltanto un pericolo terrorista ma qualcosa di più pervasivo che si agita e si diffonde in Europa e che vuole sovvertire dal profondo e recidere le nostre radici identitarie, quelle della millenaria civiltà cristiana europea e dei suoi valori. E nell’Europa di oggi, quella delle banche e dei burocrati che in questi anni si sono impossessati dei nostri destini, questi ultimi nulla possono e vogliono per difenderci e per difendere l’Europa, i suoi confini, le sue radici. Abbiamo spalancato le porte all’immigrazione irregolare, abbiamo promesso l’Eldorado, abbiamo creato dipendenza nei Paesi terzi, abbiamo lucrato sulla cooperazione e ceduto alle ipocrisie del Melting pot e del multiculturalismo. E mentre cominciamo a contare e a piangere morti innocenti, prendono consistenza le profezie di Oriana Fallaci sulla minaccia islamica in Occidente. Rispetto a questo pericolo abbiamo ostentato solo ignavia ed incredulità; nè orgoglio nè rabbia. Oggi che la pace è finita, oltre alla rabbia, cerchiamo di ritrovare l’orgoglio di essere europei e di essere italiani. È in gioco l’esistenza stessa dell’Occidente, dell’Europa e dell’Italia; dobbiamo difenderci e difendere la sicurezza dei nostri confini, dobbiamo lanciare la sfida della nostra identità ed imporre i nostri valori. Dobbiamo ammettere che un certo buonismo multiculturale ha prodotto frutti malati e ritrovare la forza di mettere l’Europa – e l’Italia! – prima di tutto! E crederci fino in fondo.