Si rialzano i contagi, ma Gallera non se ne accorge. L’assessore elude i numeri e torna a dire che la gestione Covid è stata un successo

di Franco Pigna
Cronaca

Proprio mentre in Italia si registra un lieve ma costante incremento della curva dei contagi, con una sfortunata scelta dei tempi l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera plaude ai risultati del nostro Paese. “Sono passate un po’ di settimane e l’onda” sollevata dal Covid-19 “sembra essersi in qualche modo ritirata, speriamo per sempre, forse temporaneamente, non lo sappiamo”. Tuttavia, precisa il fedelissimo di Attilio Fontana, “dopo qualche mese si può fare una prima riflessione: se la nostra regione oggi non è più prima per ricoverati e contagiati, se il nostro Paese sta vivendo una situazione più tranquilla rispetto ad altri Paesi europei come Spagna, Portogallo, Inghilterra, vuol dire che qui c’è qualcuno che ha avuto la forza e la capacità, pur non avendo dalla nostra il fattore tempo che hanno avuto gli altri, di mettere in campo strategie che oggi risultano efficaci e vincenti”.  Questa l’analisi dell’assessore dopo la pubblicazione degli ultimi dati della protezione civile da cui emerge che, per la prima volta, sono stati registrati più nuovi positivi in Emilia Romagna che in Lombardia. Peccato che le affermazioni del politico non tengono conto del fatto che secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, pubblicato ieri e che fa riferimento alla settimana che va dal 15 al 21 luglio, il primato di positivi e attualmente attivi resta saldamente nelle mani della Lombardia che ne totalizza addirittura il 57,2% sul totale italiano.

L’AUTO ASSOLUZIONE. Certo è che la situazione sia in netto miglioramento ma sorprende il tempismo di Gallera che, sempre ieri, ha nuovamente difeso l’operato del Pirellone. “La nostra Regione e il nostro Paese forse sono stati valutati” da più di qualcuno “con giudizi non positivi, ma siccome alle cose si deve guardare con una prospettiva, forse qualcuno ora sta rivedendo quelle sue valutazioni”, osserva l’assessore deciso a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Lo stesso ha spiegato anche che nella gestione del Covid-19 al pirellone “eravamo consci che stavamo facendo il massimo” come dimostrato dal fatto che “si dormiva poco, si lavorava tanto e ognuno si rimboccava le maniche per fare tutto quello che si poteva per dare un fiato a chi non l’aveva più”. Insomma non c’è stato nessun errore, tantomeno scelte che alla luce dei fatti il politico non rifarebbe tanto che afferma: “La nostra serenità è stata solo questa: la consapevolezza di aver fatto il massimo e forse quel massimo non è stato così poco”. Sforzi che a suo dire hanno dato importanti risultati e che hanno portato ad un’arretramento dell’onda lunga del Covid-19. Ma guai a pensare che l’emergenza sia finita perché, avverte l’assessore: “Questo non vuol dire che il virus non stia girando” anzi “il virus c’è e noi individuiamo costantemente soggetti positivi” grazie a “un’operazione di setacciamento molto ampia e importante con cui individuiamo anche persone positive senza sintomi o con sintomi lievi”. In questo modo “si riducono i ricoverati, anche quelli in terapia intensiva” e ciò a riprova che “la Lombardia sta dimostrando la capacità di fare squadra, di non arrendersi, di reagire ed essere in grado di guardare con voglia di riscatto al futuro”. Un’auto assoluzione che, però, non sembra convincere i magistrati milanesi che, ormai da mesi, indagano a tutto tondo su numerosi fronti correlati alla gestione della pandemia, con inchieste che a vario titolo lambiscono il Pirellone creando grande imbarazzo nella Lega.