Si riduce il numero delle zone rosse ma siamo ancora lontani dall’immunità di gregge. L’Iss stima che gli asintomatiche potrebbero essere fra il 4% e il 7% della popolazione

dalla Redazione
Cronaca

“La consapevolezza che dobbiamo avere tutti è che noi siamo ancora nell’epidemia perché il virus circola anche se diminuiscono casi e terapie intensive. Quindi le misure di monitoraggio sono essenziali. Passo dopo passo non è uno slogan, ma esprime esattamente il senso del documento che disegna gli scenario epidemiologici in vista della riapertura, in modo poter affrontare la fase 2 mantenendo il tasso di contagiosità R sotto il valore 1”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, tornando a fare il punto sull’emergenza Coronavirus. “Sotto il 60% popolazione colpita – ha aggiunto – non c’è immunità di gregge e in Italia siamo molto lontani da questa soglia”.

La curva continua a decrescere, spiegano dall’Iss, sia come casi che per numero di sintomatici. Il 10% delle trasmissioni, ha specificato il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss, Giovanni Rezza, “si stima da persone che non hanno sintomi. Ciò va a favore dell’uso dei test sierologici”. Per quanto riguarda, invece, il tasso di contagiosità del Coronavirus. Brusaferro ha spiegato che il valore “R con 0” è sotto 1 in tutte le regioni con una curva epidemica che “continua sostanzialmente a decrescere nel numero di sintomatici e dei casi in tutte le regioni”. Si è ridotto il numero delle zone rosse: sono 74 comuni in 7 regioni, quindi, ha aggiunto il presidente dell’Iss, “è segno della capacità di individuare precocemente focolai e limitarli”.

“Sulla base dei dati dello studio previsionale Iss sulla Fase 2 – ha spiegato ancora Brusaferro – il documento si conclude con una serie di raccomandazione: stare sotto l’indice di contagio R0 pari a 1 considerando che i casi che abbiamo ogni giorno sono solo la punta dell’iceberg”.  Le persone asintomatiche in Italia potrebbero essere fra il 4% e il 7% della popolazione. La situazione epidemiologica “è diversa nelle regioni e anche le misure di monitoraggio in fase di finalizzazione mostreranno la necessità di avere tavoli specifici con le regioni per capire com’è la situazione. E’ chiaro che l’obiettivo è riaprire il più possibile ma avendo presente che R0 deve stare sotto 1. Una declinazione regionale la andremo a valutare perché le scelte devono tener conto della realtà”.

“Continueremo ad adottare l’istituzione delle zone rosse fra le misure per contenere l’epidemia”, ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e “sono luoghi in cui ci sono focolai specifici. Sono un maker della capacità del sistema di contenere la diffusione del virus. “Laddove abbiamo evidenze che in un ambiente ristretto c’è un numero di casi significativo allora il ‘lockdown chirurgico’ è raccomandabile ed efficace”, e potrebbe riguardare singole realtà, come aziende o strutture.