Si sgonfia la rimborsopoli piemontese. Chiesta l’assoluzione per i 10 consiglieri regionali indagati. Non ci sarebbe stata consapevolezza nell’uso illecito di fondi pubblici

Rischia di finire tutto in una bolla di sapone la rimborsopoli piemontese. I pm hanno chiesto lโ€™assoluzione per tutti e 10 i consiglieri regionali indagati nellโ€™inchiesta perchรฉ โ€œil fatto non costituisce reatoโ€. Tra questi anche il segretario piemontese del Pd, Davide Gariglio, e lโ€™assessore Aldo Reschignam. Coinvolti nellโ€™inchiesta, oltre ad Aldo Reschigna e Davide Gariglio, Monica Cerutti, Stefano Lepri, Angela Motta, Eleonora Artesio (centrosinistra), Gianluca Vignale, Giampiero Leo e Fabrizio Comba (centrodestra). Imputato anche Luca Pedrale, ex capogruppo di Forza Italia, ma la sua posizione รจ stata stralciata. Richiesta l’assoluzione perchรฉ non sarebbe emerso dolo. Ovvero gli episodi contestati si sarebbero svolti senza che sia emersaย la consapevolezza, da parte dei consiglieri, di un utilizzo illecito dei fondi pubblici.

L’inchiesta spese pazze fece finire a processo 41 persone (tra cui l’ex Governatore Roberto Cota) con lโ€™accusa di peculato e, in alcuni casi, di truffa. Avrebbero percepito rimborsi illeciti dal maggio 2010 al settembre 2012. Il 14 luglio 2014 quattro condanne, quattordici patteggiamenti e ventiquattro rinvii a giudizio accusati di avere utilizzato i fondi dei gruppi consiliari per pranzi, cene e acquisti di ogni tipo, dal giardinaggio allโ€™estetista, dalle cravatte ai videogame, dal Gratta e Vinci al frullatore.