Sicurezza giocattolo. È bastato un mitra finto a mandare in tilt il piano antiterrorismo. E se davvero arrivasse l’Isis …

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Le ricerche sono terminate. È stato un pizzaiolo a terrorizzare la stazione Termini di Roma. Un innocuo padre di 44 anni che voleva solo regalare un fucile giocattolo al figlio. Ma che ha gettato nel panico migliaia di pendolari e messo alla prova il sistema di sicurezza romano. Una storia che da un lato fa sorridere (almeno a chi non era presente due giorni fa in stazione), dall’altro pone una questione spinosa: siamo davvero sicuri? La domanda è d’obbligo, perchè nonostante gli oltre 24mila agenti che pattugliano la Capitale e i 2mila militari (con veri mitra) che presidiano le metropolitane, un uomo armato è entrato in metro indisturbato. Fortunatamente l’arma era finta e l’uomo soffrirebbe di problemi psichici. Ma se fosse stato davvero un terrorista?

LA DINAMICA – Insomma, ciò che successo due giorni fa lascia seri dubbi sull’efficienza del sistema di sicurezza di Roma. Il pizzaiolo ha potuto girare indisturbato con un’arma. È salito alla stazione metro Jonio (linea B) superando tranquillamente i tornelli. Ha sceso le scale, è arrivato in banchina salendo sul treno, dove ha viaggiato per una decina di minuti prima di arrivare a Termini. Qui è sceso, ha superato altre rampe di scale ed è salito, eludendo di nuovo i controllori dell’Atac. Una volta in superficie ha potuto tranquillamente superare i varchi di accesso ai binari, dove il personale delle Ferrovie dello Stato controlla che la gente abbia il biglietto. Come se non bastasse, il pizzaiolo ha aspettato mezz’ora il treno a Termini ed è partito alla volta di Anagni, senza rendersi conto del caos che si lasciava alle spalle. Appare quantomeno singolare che gli addetti della metro e della stazione non si siano accorti che aveva un fucile, seppur giocattolo. Come mai nessuno di loro lo ha fermato e l’allarme l’ha dovuto lanciare una semplice cittadina? E come mai nemmeno ai varchi dei binari è stato fermato? Per non parlare del buco nella comunicazione: possibile che nessuno abbia avvertito il personale all’interno dei treni fermi? In questo modo il carabiniere avrebbe saputo di avere accanto l’uomo più ricercato di Roma e avrebbe potuto chiarire subito l’equivoco.

L’INCUBO – Questioni importanti in un periodo in cui la minaccia del terrorismo è concreta e l’allerta è massima. Non passa giorno, infatti, senza che l’Isis minacci l’Occidente e soprattutto Roma. Una cosa è certa: se il pizzaiolo fosse stato davvero un terrorista staremmo qui a parlare di una tragedia.