Sigarette senza marchi. Incredibile aiuto al crimine. L’industria del contrabbando muove miliardi. E i tabacchi in confezioni generiche sono l’ideale

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Spesso chi segue l’economia è distratto da tante piccole e medie operazioni di respiro locale mentre immensi business fanno il loro corso quasi ignorati. Sfugge così dai radar un commercio – praticamente ignoto al pubblico – che per dimensioni e profitti compete a livello mondiale con il traffico di droga e che si sta rapidamente trasformando nell’attività privilegiata delle organizzazioni criminali e terroristiche internazionali: il traffico illegale di tabacco. Le dimensioni di questo affare sono state analizzate di recente in un articolo di Thomas Lesnak, esperto con oltre 26 anni di lavoro al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms & Explosives statunitense. Oggi Lesnak è un importante consulente privato specializzato nel settore dell’integrità e della sicurezza dei marchi a livello internazionale. Per i non addetti ai lavori, è facile pensare al tabacco illegale come a qualcosa che viene venduto senza arrecare alcun danno, nel retro di un minimarket di un quartiere o all’angolo di una strada. La realtà però è più tragica.

REGALO AL TERRORISMO – Il Dipartimento di Stato Usa, l’Interpol, le Nazioni Unite e altri organismi considerano il tabacco illegale alla stregua di un’epidemia mondiale che finanzia le organizzazioni criminali e terroristiche. A marzo, 700 agenti di polizia canadesi hanno condotto la più grande operazione contro il contrabbando di tabacco mai realizzata prima nella storia dell’America del Nord. L’obiettivo era quello di convogliare i profitti per acquistare cocaina e riciclare denaro sporco. Recentemente si è riusciti a intercettare tabacco e armi destinati a gruppi terroristici presenti in Libia. Il tabacco con cui si finanzia tutto questo adesso però rischia di aumentare, facendo salire di conseguenza i proventi per le attività illegali. Ad aprire la strada a questa follia – come la definisce Lesnak – sono le nuove normative che molti Governi vorrebbero imporre all’industria del tabacco legale. L’introduzione di “confezioni generiche” per tutti i prodotti del tabacco venduti in Australia è il perfetto esempio di come un Governo renda inconsapevolmente un reato, già considerato semplice, ancora più semplice e redditizio. I pacchetti di sigarette tutti uguali, senza marchi (oltre alle immagini shock per dissuadere dal tabagismo) aiuteranno i criminali a piazzare il tabacco di contrabbando. Senza far ridurre il fumo ma togliendo gettito fiscale e regalando miliardi a ogni genere di mercato illegale.