Sileri vede un Natale in libertà. Ma Draghi è cauto: “Ciò che accade in Gran Bretagna insegna che è necessario muoversi con gradualità”

Sileri Draghi
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“Il green pass ha una duplice anima, la più importante è quella legata alla vaccinazione perché quando hai 45 milioni di italiani che hanno fatto almeno una dose di vaccino e completeranno con la seconda, significa avere numeri eccellenti, e una quota di coloro che non vogliono vaccinarsi fanno il tampone e significa che abbiamo dei numeri di tamponi molto molto elevato. Questo vuole dire scovare dei positivi che altrimenti non troveresti”. È quanto ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ospite del programma “105 Kaos” condotto da Francesco Facchinetti e Sabrina Scampini su Radio 105.

Alla domanda di Facchinetti “La mia mamma mi chiede se a Natale potremo fare il cenone e ritrovarci attorno a una tavolata”, Sileri ha risposto: “Salvo che non accadano cose strane tipo nuove varianti, io vedo un Natale in cui potremo finalmente fare il cenone, un Natale in libertà. Ovviamente ci saranno ancora distanze e mascherina, ci sarà ancora il Green Pass”.

“Non ci sarà più necessità del Green Pass – ha aggiunto Sileri – quando avremo raggiunto un buon 90% di popolazione vaccinabile vaccinata e dovrà essere mantenuto questo 90%. E’ difficile poter raggiungere l’immunità di gregge con un virus di questo tipo, potremo raggiungere una protezione di comunità quando avremo il 90% di persone vaccinate significherà che il virus molto difficilmente potrà circolare. Raggiungeremo quella protezione di comunità e dobbiamo anche mantenerla”.

“Rischiamo ancora delle varianti che possono generarsi sul nostro terreno nazionale o essere importate, poi dobbiamo ancora capire quante terze dosi dovremmo fare. Andiamo per gradi”. A proposito della musica, “molto prima dell’estate prossima potremo andare a vedere i concerti negli stadi. In parte è già possibile adesso con una capienza per le strutture sportive. Avere 100% di capienza è auspicabile il prima possibile”.

A proposito della scuola, “la mascherina non verrà tolta, perché la circolazione del virus rischia di essere più sostenuta come sta accadendo nel Nord Europa, è vero che con il green pass la stiamo tenendo molto bassa, ma dobbiamo ancora tenerla sotto osservazione. Sicuramente per 6, 8 settimane ancora la dovremo tenere”.

“Ciò che accade in Gran Bretagna ci insegna che è necessario mantenere ‘cautele’ e muoversi con ‘gradualità'” ha detto, invece, il premier Mario Draghi nel corso della sua replica alla Camera (qui il video). Il presidente del Consiglio ha aggiunto: “E’ il presente che ci insegna che questa è la strada giusta. Il Regno unito, uno dei paesi che aveva portato avanti la campagna di vaccinazione con grande celerità, abbandonata ogni cautela oggi si trova con circa 50mila contagi giornalieri e 200 morti ieri e 176 oggi”. Insomma, “non usciremo da questa situazione in un istante, anche nell’uscita sarà necessaria gradualità”.