I sindacati: sui telefoni il nostro Paese ha già dato. La privatizzazione di Telecom fu un disastro. E all’epoca al Mef c’era Draghi

Una forte richiesta di attenzione da parte del Governo, ma nessuna chiusura a priori su quella che può essere l’ennesima svolta della Telecom.

Una forte richiesta di attenzione da parte del Governo, ma nessuna chiusura a priori su quella che può essere l’ennesima svolta della Telecom. In linea con il mondo politico, che al di là di poche eccezioni sta aspettando di saperne di più sull’offerta ipotizzata dal Fondo americano Kkr, anche i sindacati non hanno alzato alcun muro sull’operazione, chiedendo però di non rivedere lo stesso film già visto in tanti passaggi di mano del nostro ex monopolista della telefonia.

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A chiarire il punto è stato ieri il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Sulla proposta per Tim non bisogna commettere gli stessi errori fatti con la privatizzazione di Telecom, che portò ad una dispersione delle competenze che oggi ci servono, ha detto il numero uno della confederazione che casualmente ha la sua sede generale a pochi passi dal quartier generale della Telecom a Roma.

Per il segretario Cgil “il Governo deve dare indirizzi e condizioni, non lasciare fare al mercato, su un settore strategico come quello delle telecomunicazioni dove il nostro Paese è indietro”, ha continuato Landini a margine di un incontro con i lavoratori Iren di Torino. La storia della Telecom resterà per sempre legata alla sua privatizzazione interamente “a debito”, che ha lasciato un fardello finanziario spaventoso, ridotto significativamente dall’attuale management guidato dall’Ad Luigi Gubitosi (oggi siamo intorno ai 30 miliardi), in un contesto di mercato però difficilissimo, con i margini del settore mai tanto bassi.

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