Sold out i 150 miliardi del fondo Ue per il riarmo

Tra i 19 Paesi membri che hanno chiesto il prestito c’è l’Italia che ha prenotato una quota fino a 15 miliardi

Sold out i 150 miliardi del fondo Ue per il riarmo

Con grande soddisfazione, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ci informa che 19 paesi hanno già sottoscritto il programma Safe per prestiti pari a 150 miliardi di euro per il riarmo. E definisce la notizia “un successo europeo”. Tra questi paesi c’è anche l’Italia.

Roma ha prenotato prestiti Ue fino a 15 miliardi per la Difesa

Il governo alla fine di luglio ha ufficializzato a Bruxelles l’intenzione di avvalersi del fondo Safe “fino a 15 miliardi”. Fondi che intanto sono stati prenotati e che di qui a fine novembre andranno dettagliati per avere l’effettivo accesso a un finanziamento a un tasso agevolato, e da ripagare in un tempo lunghissimo.

Una scelta che “alleggerisce” i conti pubblici italiani, insistono ai piani alti del governo mentre lo stesso Giancarlo Giorgetti ha spiegato che si tratta di un debito “interessante” perché costa, in termini di interessi, meno “dei Btp”.

Non si tratta di acquistare armi, hanno detto dall’esecutivo anche per fare fronte alle critiche, piovute puntuali, da una parte delle opposizioni. Si tratta di rafforzare “la base industriale della difesa europea”, hanno ripetuto fonti dell’Esecutivo, che vuol dire pure “cybersecurity, spazio”.

Non ci sono soldi per pensionati e lavoratori ma per le armi sì

Una scelta discutibile considerato che, alle prese con la Manovra, il governo è a caccia di risorse che non ha per coprire i costi delle pensioni, il taglio dell’Irpef e il piano casa, giusto per fare un esempio. Qualche giorno fa, la Nato ha confermato che anche l’Italia ha raggiunto, come gli altri paesi, il target del 2% del Pil in spese per la Difesa, che significano oltre 45 miliardi per quest’anno. Insomma pensionati e lavoratori possono pure aspettare.