Soldi ai partiti, troppo facile aggirare le regole. Per l’Anticorruzione europea c’è disordine normativo. Così diventa semplice sfuggire ai controlli

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Così proprio non va. In Italia il disordine nelle norme che regolano i finanziamenti ai partiti è enorme e in tal modo diventa facile sfuggire ai controlli e una missione quasi impossibile far rispettare le regole. A bacchettare Roma su un fronte tanto delicato è Raffaele Piccirillo (nella foto), capo delegazione per l’Italia al Greco, l’organo anticorruzione del Consiglio d’Europa. Piccirillo, magistrato al massimario della Corte di Cassazione ed ex direttore degli affari penali al Ministero della giustizia, sostiene che soprattutto con la legge Spazzacorrotti sono stati fatti dei passi in avanti, ma non basta.

Non è stato infatti ancora messo a punto un adeguato sistema di controllo dei finanziamenti della politica. E secondo il Greco, per avere un controllo efficace, è necessario rafforzare i poteri, il coordinamento e le risorse ai diversi organi di monitoraggio. “Ora dobbiamo assicurarci che le riforme fatte siano efficaci nel prevenire e combattere la corruzione”, afferma Piccirillo. Sollecitati quindi i presidenti di Camera e Senato a mettere a punto il codice di condotta per i deputati e a creare quello dei senatori. Il segretario esecutivo del Greco, Gianluca Esposito, non ha dubbi: “Le misure prese hanno senso e producono risultati solo se pienamente attuate” e se i cittadini e le imprese possono toccarle con mano nella quotidianità. Troppe tredici norme per regolare il finanziamento ai partiti e ancora troppo facile crearsi alibi e sfuggire ai controlli.