Solo propaganda e zero fatti: in Lombardia la Lega ha fallito. Parla il capogruppo M5S in Regione, Massimo De Rosa: “Il presidente è latitante, venga a riferire in Aula”

di Davide Manlio Ruffolo
L'intervista

“Hanno rifiutato qualsiasi confronto scappando dalle sedi istituzionali e chiudendosi in difesa delle proprie poltrone”. Il capogruppo M5S in Lombardia, Massimo De Rosa, ha le idee chiare di cosa non abbia funzionato nella gestione della pandemia da parte della giunta Fontana che ora è finita nel mirino delle procure.

Quasi ogni giorno la finanza bussa al Pirellone per una lunga serie di inchieste. Cosa sta succedendo in Lombardia?

“Succede che l’emergenza è stata gestita solo dalla Giunta senza ascoltare le opposizioni, questo ha contribuito a creare i problemi che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Problemi alla luce dei quali ci chiediamo che fine abbiano fatto gli organi di controllo regionali? Per un amministrazione pubblica è sempre un fallimento quando deve intervenire la magistratura a rimettere ordine fra gli errori”.

Il Movimento 5 stelle ha già chiesto le dimissioni dell’assessore Gallera per la gestione dell’emergenza, istanza poi caduta nel vuoto. Alla luce di tutte queste ulteriori inchieste cosa pensa che dovrebbe fare il presidente Fontana?

“L’assessore Gallera resta aggrappato alla poltrona per equilibri di palazzo, ma è evidente  che la sua figura sia stata sfiduciata di fatto dal voto contrario della sua stessa maggioranza il 7 luglio scorso. Inoltre di fatto l’assessore al Welfare è oggi commissariato e non può fare un passo senza la sua maggioranza.  Per quanto riguarda il presidente Fontana attendiamo ancora venga a riferire in Aula delle scelte di cui è responsabile. È latitante da talmente tanto tempo che pare abbia deciso da solo di farsi da parte”.

Spesso le indagini che stanno terremotando la Regione Lombardia sono state anticipate dal Movimento, vedi quella sulla Diasorin o quella sull’ospedale della Fiera, che infatti – e a più riprese – ha chiesto e chiede un confronto in Consiglio con il governatore leghista. Come mai l’incontro non è ancora avvenuto?

“Pensavamo di essere qui a lavorare su proposte per la Lombardia, invece ci tocca richiamare l’attenzione della Giunta sui gravi errori che commette. Riteniamo gravissimo che su molti fatti, ormai cronaca, non siano mai state date risposte. Abbiamo denunciato a più riprese le mancanze e gli errori commessi in questo periodo di emergenza. Continuiamo a ritenere che aver bloccato per così tanto tempo i test sierologici, sia stato fra gli errori più gravi, perché ha impedito la tutela della salute pubblica la ripresa del lavoro in sicurezza”.

Nel mirino dei magistrati sono finiti soprattutto fatti legati alla sanità lombarda che secondo  Fontana e il Carroccio sono un esempio da esportare nel  resto d’Italia. Cosa ne pensa del modello portato avanti dalle amministrazioni leghiste?

“Il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Le riforme del centrodestra da Formigoni a Maroni fino all’imbarazzante gestione dell’emergenza Covid da parte della Giunta Fontana, hanno dimostrato  tutta l’inadeguatezza di un modello che ha smantellato la medicina territoriale, con le nefaste conseguenze purtroppo note. Ora è urgente una revisione delle legge 23 e riportare al centro il servizio sanitario pubblico e la medicina territoriale”.

Tante inchieste non possono che sollevare dubbi sull’operato della Regione Lombardia. A suo parere cos’è stato sbagliato – e cosa si continua a sbagliare  – nella gestione dell’emergenza sanitaria?

“Forse si farebbe prima a dire cosa non sia stato sbagliato. Dal primo momento la giunta Fontana si è prestata ad essere megafono della propaganda della Lega dando vita, ogni giorno, ad un teatrino stucchevole in cui Fontana e Gallera tentavano di scaricare sul governo le responsabilità. Smentiti dai fatti, e dall’apertura delle inchieste da parte della magistratura, su tutta la linea dalla mancata istituzione delle zone rosse, fino alle mascherine pannolino senza dimenticare la farsa dell’ospedale in Fiera, hanno rifiutato qualsiasi confronto scappando dalle sedi istituzionali e chiudendosi in difesa delle proprie poltrone. Le persone si ammalavano, loro seguivano i dettami della macchina della propaganda leghista. Annunci invece che fatti. Se è questo il modo in cui intendono gestire la fase del rilancio e la sicurezza dei cittadini in vista dell’inverno siamo davvero molto preoccupati”.