Solo un ente su tre sa quanto deve alle imprese

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di Valeria Di Corrado

Uno su tre ce l’ha fatta. Su 22 mila amministrazioni, 16.800 si sono registrate sulla piattaforma creata dal Ministero dell’Economia per certificare i debiti dovuti alle imprese. Il dato non è rincuorante. Ed è aggiornato al 29 aprile, il termine ultimo per non subire sanzioni fissato dal decreto legge approvato dal Governo lo scorso 8 aprile. “È l’indicazione che la piattaforma funziona”, fanno sapere dal Consip spa, la società che gestisce per conto del ministero il sistema informatico.
A ridosso della scadenza, infatti, era apparsa sul sito la comunicazione da parte della Ragioneria dello Stato che “a causa dell’elevato numero di richieste di accreditamento alla piattaforma” l’invio delle credenziali di accesso poteva richiedere alcuni giorni.
In effetti le strutture tecniche di Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Ifel (Istituto per la finanza e le economie locali) hanno raccolto segnalazioni da parte degli enti pubblici su problemi di inaccessibilità.

Previsioni ottimistiche
Il neoministro all’Economia Fabrizio Saccomanni, però, si è detto tranquillo sul fatto che la piattaforma funzioni e alle Commissioni Speciali di Camera e Senato ha assicurato che “entro questa settimana l’ammontare delle amministrazioni dovrebbe essere superiore”.
Intanto c’è da dire che a partire dal 30 aprile tutti i dirigenti responsabili di amministrazioni e aziende sanitarie che non hanno effettuato l’accreditamento al sistema informatico “senza giustificato motivo” dovranno pagare 100 euro per ogni giorno di ritardo e rispondere di una sanzione disciplinare.Il passaggio è diventato infatti obbligatorio dopo l’entrata in vigore del decreto legge dell’8 aprile 2013 per tutti gli enti pubblici che hanno contratto debiti con i loro fornitori.

L’attesa degli imprenditori
L’altra faccia della medagli è l’attesa degli imprenditori. Appesi alla promessa di sanare in parte il loro credito. Il Governo ha messo a disposizione a questo scopo, per tutto il 2013, un ammontare complessivo di 40 miliardi, la cui copertura finanziaria verrà assicurata mediante titoli di Stato.
Ma secondo una stima di Banca d’Italia e Abi il debito complessivo accumulato dal 2009 al 2012 è di 91 miliardi. Alla luce di tutto questo sarà interessante capire se il sistema reggerà alla “fase due”. Il decreto legge prevede infatti che dal 1 giugno al 15 settembre, sempre utilizzando la piattaforma elettronica, le amministrazioni e gli enti non privati compilino un elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati fino al 31 dicembre 2012, con l’indicazione dei dati del creditore.
La speranza è che gli imprenditori non vengano di nuovo beffati dalla lentezza della macchina burocratica.

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