Sondaggi fuorilegge, Calenda inchioda i dem. Il candidato sindaco pronto ad andare in Procura. Ma il Pd nega di aver orientato il voto a Roma

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Più si avvicinano le elezioni amministrative di Roma e più cresce la tensione. L’ultimo fronte di scontro è quello che si è aperto nel centrosinistra con una serie di botta e risposta tra Carlo Calenda e il Pd di Roma. Sulla sua pagina Facebook, infatti, il candidato sindaco ha postato una foto in cui si vede la copertina di quello che appare come un sondaggio “fatto fare dal Pd a un’agenzia sconosciuta con numeri fantascientifici e senza indicazione del campione che il Pd, in spregio a qualsiasi normativa, sta facendo circolare su liste broadcast”.

Un’accusa per la quale, assicura, “faremo esposto” perché “state perdendo il senso del limite’’. A rispondergli è stato il Pd capitolino secondo cui “non capiamo sulla base di quale presupposto Carlo Calenda provi a minacciare di fare un esposto contro il Partito Democratico di Roma per un sondaggio di cui è entrato in possesso surrettiziamente e che non è stato divulgato in alcun modo dal PD di Roma”.

Secondo quando si legge in una nota di Renato Palmisano, rappresentate legale del Partito Democratico di Roma, “si tratterebbe di quella che in gergo si definisce lite temeraria. Se i dati del sondaggio commissionato dal Pd Roma – secondo le regole – non piacciono a Carlo Calenda, non possiamo farci nulla. Saranno gli elettori, domenica, a dire la loro”. Una diatriba in cui si è inserita anche Virginia Raggi commentando: “Caro Carlo, hai ragione, questa cosa dei sondaggi irregolari e fasulli è una vergogna. Ma una cosa è certa: al ballottaggio ci andrò io”.