A sette giorni dal voto in Israele, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici del Paese e il futuro di Benjamin Netanyahu, arriva il primo forfait. Il presidente del partito Blu e Bianco, Benny Gantz, ha annunciato che la sua formazione non parteciperà alla prossima tornata elettorale, prevista per il 27 ottobre. Secondo quanto riportato dai principali media israeliani, la decisione arriva dopo mesi di sondaggi in cui il partito risultava costantemente al di sotto della soglia di sbarramento.
In una breve dichiarazione, Gantz ha affermato che continuerà a “lottare per l’unità” dello Stato ebraico, pur restando ai margini della scena politica. “È l’unica soluzione che impedirà un’altra catastrofe e proteggerà Israele da tutte le sfide, interne ed esterne”, ha dichiarato.
Gantz si ritira dalle elezioni in Israele
Il ritiro di Gantz non è un fulmine a ciel sereno: era nell’aria da tempo. A dimostrarlo è il sondaggio di Walla, pubblicato oggi, che analizza gli effetti del ritiro di Blu e Bianco sugli equilibri elettorali.
Secondo la rilevazione, a beneficiare della decisione dovrebbero essere Gadi Eisenkot, leader di Yashar, e Naftali Bennett, alla guida di Beyachad, entrambi in crescita. Di segno opposto l’andamento del Likud, il partito di Benjamin Netanyahu, che perde consensi. Il sondaggio conferma quindi le difficoltà del premier, anche se nessuno dei due schieramenti principali sembra avere, da solo, i numeri necessari per ottenere la maggioranza.
Il sondaggio di Walla: Netanyahu perde terreno e le opposizioni aumentano il loro vantaggio
Nel dettaglio, Yashar è salito a 23 seggi, mentre il Likud ne ha perso uno, scendendo a quota 19. Beyachad ha guadagnato un seggio, arrivando a 14, mentre I Democratici di Yair Golan sono scesi a nove e Yisrael Beytenu di Avigdor Liberman a otto. Il partito religioso Shas ha guadagnato un seggio, arrivando a otto, mentre United Torah Judaism è sceso a sette.
Otzma Yehudit, guidato da Itamar Ben-Gvir, resta a otto seggi. Anche la lista che riunisce il Partito Sionista Religioso e Zehut, guidati rispettivamente da Bezalel Smotrich e Moshe Feiglin, rimane stabile a sei seggi. La Lista Unita, che riunisce tre partiti arabi, resta a otto seggi, mentre Ra’am, partito islamista, ha guadagnato un seggio, arrivando a sei.
Quanto agli schieramenti, la rilevazione attribuisce 54 seggi ai partiti dell’opposizione e 48 al blocco di Netanyahu. Nessuno dei due raggiungerebbe quindi la soglia di 61 seggi necessaria per ottenere la maggioranza alla Knesset, avviando il Paese, se le cose dovessero andare così, verso una fase di instabilità politica.