Secondo l’ultimo sondaggio Noto per Porta a Porta, pubblicato da BiDiMedia oggi 14 settembre 2026, Elly Schlein vincerebbe le primarie del Campo Largo in ogni scenario. Secondo la rilevazione, al primo turno anche con un eventuale candidato civico, la dem otterrebbe il 52% delle preferenze degli elettori di centrosinistra, staccando Giuseppe Conte fermo al a 44% e il terzo candidato con appena il 4%. Un vantaggio che la segretaria del Pd vedrebbe crescere in caso di ballottaggio secco, raggiungendo il 56% delle preferenze contro il 44% che finirebbe al leader del Movimento 5 Stelle.
La stessa rilevazione ha guardato anche al centrodestra, dipingendo un quadro che non può che allarmare Giorgia Meloni. L’elettorato di centrodestra, infatti, è spaccato sul nodo Vannacci, con Forza Italia nettamente contraria a un ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione mentre Fratelli d’Italia apre, seppur timidamente.
Sondaggi politici, i dati dell’Istituto Noto sulle primarie del centrosinistra
Nello scenario a tre, con un profilo civico a fare da terzo incomodo, la segretaria del Pd raccoglierebbe il 52% dei consensi contro il 44% del leader del M5S, mentre il candidato civico si fermerebbe al 4%. Al ballottaggio secco il vantaggio si allargherebbe fino al 56-44.
Il motivo di questa ulteriore crescita di Schlein, secondo l’istituto Noto, è figlio del travaso di voto: chi al primo turno sceglierebbe il civico, al secondo confluirebbe quasi interamente su Schlein. L’elettorato “terzo”, insomma, non è equidistante tra le due anime del Campo Largo e penderebbe verso il Pd.
All’eventuale ballottaggio del centrosinistra saranno decisivi il voto di appartenenza e AvS diventato l’ago della bilancia della coalizione
Il sondaggio misura anche la fedeltà degli elettori nei confronti dei partiti. Gli elettori dem sceglierebbero Schlein nell’88% in caso di testa a testa con il leader M5S, un dato che nello scenario a tre si ridurrebbe all’80%; tra i pentastellati il sostegno a Conte sfiorerebbe il plebiscito: 98% al ballottaggio, 94% nel caso di confronto fra tre candidati. Insomma gli elettori dei due partiti sono in larga misura decisi, riducendo esponenzialmente il bacino di voti contendibili da una sponda all’altra.
Proprio per questo la partita vera si giocherebbe tra gli elettori di Alleanza Verdi e Sinistra, i più permeabili dell’intero campione. Secondo l’ultima rilevazione, nel caso di un testa a testa tra Schlein e Conte, il 66% degli elettori propenderebbe per la segretaria dem mentre il 34% per il leader dei pentastellati. Nel caso dello scenario a tre, Schlein conquisterebbe il 58% degli elettori di AvS, Conte il 30%, mentre il 12% finirebbe al candidato civico.
Primarie o premier al partito più votato? Ogni elettorato tifa per la regola che lo premia
Il sondaggio Noto per Porta a Porta, pubblicato da BiDiMedia a cura di Mauro De Donatis, interroga gli intervistati anche sul metodo di scelta del premier del Campo Largo. Tra gli elettori del Pd il 61% preferirebbe affidare la candidatura al partito più votato, contro un 29% favorevole alle primarie. Tra gli elettori M5S la proporzione si rovescia: 62% per le primarie, 29% per il criterio del partito più votato.
Ne consegue una lettura politica a dir poco chiara: ciascun bacino sostiene la regola che oggi lo favorirebbe.
Vannacci nel centrodestra: FdI apre, la Lega non sa, ma FI chiude le porte all’ipotesi
L’altra metà della rilevazione riguarda il centrodestra e il nodo Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Nel campione complessivo degli elettori di centrodestra, il 45% vorrebbe FN dentro la coalizione, il 34% autonomo e in competizione, il 21% si dice indeciso.
Il dettaglio per partito racconta una frattura netta. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il 50% è favorevole all’ingresso di Vannacci nella coalizione, il 31% contrario, il 19% indeciso. Nella Lega di Matteo Salvini prevalgono i “non so”: 41%, contro il 36% di sì e il 23% di no, segnando il record di incertezza nel campione. Forza Italia di Antonio Tajani si conferma il partito più ostile all’alleanza con Futuro Nazionale: 61% contro l’ingresso, 27% a favore, e 12% è indeciso. Insomma FI è l’unico partito dove l’opzione del “no a Vannacci” prevale nettamente.
La sorpresa: sull’eventuale alleanza nel centrodestra, nemmeno la base di FN è compatta
Ma c’è un ultimo tassello, forse il più sorprendente: gli stessi elettori di Vannacci si dividono sulla strategia del leader, il 55% si dice a favore dell’ingresso in coalizione mentre il 45% chiede un percorso autonomo che distingua chiaramente FN dal resto dei partiti “tradizionali”. Una frattura interna che inevitabilmente finirà per scontentare più di qualcuno, con conseguenze che potrebbero pesare sul risultato alle prossime elezioni dei vannacciani e della coalizione di centrodestra.