Sospesa al Senato la discussione generale sul ddl Zan. Se ne riparla martedì 20 luglio. Zan: “Inaccettabile togliere l’identità di genere”

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È stata sospesa al Senato la discussione generale sul ddl Zan contro l’omotransfobia. Il dibattito riprenderà martedì 20 luglio, alle 16.30. A comunicarlo è stato il presidente di turno, Ignazio La Russa. Il termine per gli emendamenti al provvedimento è stato fissato, dunque, a mezzogiorno di martedì 20 luglio. In quell’occasione, leggendo i testi, si capirà la strategia sia dei leghisti che dei renziani, e se – come accusano da giorni dem e M5s – si è davvero saldato un asse tra ‘i due Matteo’. Il Pd continua a tenere il punto: nessuna modifica al testo. “In questo momento non ci sono le condizioni per un accordo, le proposte del centrodestra sono totalmente irricevibili”, ha spiegato Franco Mirabelli. “I numeri parlano chiaro. Andare avanti con il muro contro muro rischia di favorire soltanto chi non vuole la legge” ha detto, invece, il dem Andrea Marcucci.

“Al Senato c’è la destra della Lega che fa ostruzionismo, la sinistra con Letta che dice ‘non si cambia una virgola’: io dico che si va così allo scontro muro contro muro la legge non passa” ha detto a Lady radio il senatore e leader di Italia viva, Matteo Renzi parlando del ddl Zan. “Se questa legge serve – ha aggiunto l’ex premier -, e io dico che questa legge serve, perché non si fa uno sforzo e si trova un punto di caduta tutti insieme? Modifichiamo tre articoli essenzialmente su gender e scuola, modifiche richieste non dalla Lega o dal movimento cattolico, ma anche da Arcilesbica, da ‘Se non ora quando’, dalle femministe di sinistra”.

“Che c’entra l’asse Renzi-Salvini, o Renzi-Letta? E’ l’asse del buonsenso – ha detto ancora Renzi -, che fino a questo momento è minoritario al Senato. Ho l’impressione che ci sia chi, pur di fare una battaglia politica sulla pelle di ragazzi omosessuali e transessuali che subiscono odio e violenza, preferisce far saltare la legge che non avere una legge con un buon compromesso. In politica la parola compromesso è una parola positiva. Se io non avessi fatto il compromesso sulle unioni civili ancora non ci sarebbe una legge. Io mi sono un po’ stancato di spiegare che la politica non è roba da influencer: la Ferragni e Fedez possono mettere i loro ‘mi piace’, hanno centinaia di migliaia di commenti, milioni di followers, ma loro fanno gli influencer, io faccio politica, per approvare le leggi non ci vogliono i like, ci vogliono i voti in Parlamento”.

“Dispiace che Matteo Renzi parli di ‘teoria gender’ a scuola, una fake creata da Salvini e Meloni. Inaccettabile togliere l’identità di genere, che la Consulta sancisce come diritto fondamentale. Segua Biden che difende il diritto all’identità di genere e non l’omofobo Orban” scrive su Twitter il deputato del Pd e padre del ddl, Alessandro Zan (nella foto).

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