Sovranisti in fuga da Trump. Prima le lodi sperticate e ora la corsa a scaricarlo. Salvini e Meloni in forte imbarazzo. Hanno sbagliato, ma non lo ammettono

MATTEO SALVINI
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Preparati i popcorn? Uno, due, tre e via! I sovranisti Usa di Donald Trump assaltano Capitol Hill con quattro vittime e scrivono la pagina di storia più nera dai tempi della guerra di Secessione americana. Mentre i sovranisti italiani si danno prontamente alla fuga conigliesca cercando di uscirne alla meno peggio. Partiamo da Giorgia Meloni, la più focosa del duo dei “sovrano’s”. Appena la Giorgia si è accorta ieri in piena Befana dal suo quartier generale di Mostacciano-Eur in Roma che le cose si mettevano male negli Usa per l’amichetto Trump ha cercato di mettere una toppa a quattro anni di sperticate lodi al presidente americano scrivendo ratta su Facebook: “Seguo con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, mi auguro che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump. In questi momenti serve grande prudenza e serietà. Mi auguro che la situazione negli Usa possa tornare al più presto alla normalità”.

Grande scuorno quindi da chi si aspettava dalla signora degli Anelli una presa di posizione fantasy a favore del Trump rivoltoso e garrulo e certo che l’irruzione dell’italo americano Jack Angeli vestito da bisonte, “Jack lo sciamano”, non ha aiutato la donzella che rischiava di finire nel ridicolo. Perché la Meloni è irruenta, focosa, incendiata e incendiaria, ma non scema e i conti politici se li sa fare prontamente. Visto che buttava male per il suo passato ha cercato di edulcorare provocando però grande ilarità generale e incazzature solenni tra gli adepti che si aspettavano che anch’essa, travestitasi da bisontessa, invadesse il vicino laghetto del quartiere Eur danzando sotto la pioggia battente al grido propiziatorio di “sovranisti di tutti il mondo unitevi!”.

A sua difesa è sceso prontamente un altro destro storico e cioè il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che ha cercato di difendere la pulzella contro chi attacca il “sovranismo italiano”. Ma la frittata era già fatta e l’ha cucinata proprio la Meloni in questi quattro anni di sperticate lodi a Donald Trump che erano non solo imbarazzanti, ma francamente inappropriate. E che dire dell’amico di Trump, l’ambasciatore in Italia Lewis Eisenberg, che in quattro anni a Roma si è segnalato per il totale immobilismo superato solo dalla antipatia per i giornalisti a cui mai si è concesso manco fosse una diva di Hollywood? Cosa fare adesso che deve preparare i cartoni con le sue cose e soprattutto gestire il terribile imbarazzo dello sciamano bisonte dentro i sacri palazzi del Congresso Usa?

Ma torniamo ai sovranisti locali e ai popcorn. L’altro del duo, Matteo Salvini, è più furbo della Meloni e a parte la sciocca trovata della mascherina pro Trump durante la campagna elettorale Usa, è stato rattissimo a prendere le distanze dall’ex idolo dicendo: “La violenza non è mai la risposta, da Washington a Istanbul. Per me l’Italia e gli italiani vengono prima di tutto e tutti”. Ma come? Prima ti metti la cappelletta con lo slogan pro The Donald e poi dici “Prima gli italiani”? E ci fai pure la paternale sulla violenza come se non avessi mai lasciato il Leoncavallo e i figli dei fiori che frequentavi da giovane “comunista padano”? Suvvia, le giravolte incantano le rondini e il pubblico inesperto ma non bisogna esagerare ché la gente non è scema. È vero che anche a Pontida usciva sempre qualcuno vestito con le corna da Ostrogoto, ma quelli erano altri tempi, era la Lega di Roma Ladrona e Vesuvio lavali col fuoco. Ora che sei stato anche ministro dell’Interno non te la puoi cavare con quattro stupidaggini messe in fila.