“Sparavano e ridevano”. Da Masterchef a Napoli. Giovane chef del Mali ferito con un fucile ad aria compressa. Un bis non richiesto di quanto successo qualche giorno fa a Caserta

E due! Da Masterchef a Napoli. Giovane chef del Mali ferito con un fucile ad aria compressa: "Sparavano e ridevano".

Spero di non cambiare idea e di non andare via da Napoli. Ma se continua così lascerò l’Italia”. Bouiaguy Konate, è il giovane chef del Mali che due giorni fa è stato ferito all’addome con due piombini esplosi da un fucile ad aria compressa, a mezzanotte nel pieno centro di Napoli. Il giovane chef è stato preso di mira da due sconosciuti a bordo di  un’auto, nella notte tra mercoledì e giovedì. Un’aggressione a  evidente sfondo razzista, secondo la vittima: “Sparavano e  ridevano”, racconta Konate che è stato medicato in ospedale e poi dimesso. Dieci giorni di prognosi, ma “ho temuto di morire”,  dice, ancora scosso per la brutalità dell’episodio. Quasi una replica dell’aggressione subita pochi giorni fa a Caserta da un altro immigrato del Mali, ferito con un fucile ad aria compressa da sconosciuti che, su un’auto, gridavano “Salvini, Salvini”. Anche in quel caso Dabi, la vittima, se l’era cavata con lievi ferite.

“Sparavano e ridevano”. Da Masterchef a Napoli. Giovane chef del Mali ferito con un fucile ad aria compressa. Un bis non richiesto di quanto successo qualche giorno fa a Caserta

Bouyagui con altri  extracomunitari ha avviato un locale di cucina interetnica in città e in veste di cuoco ha proposto le sue specialità esotiche anche in tv, come ospite a Masterchef. Lavora serenamente, parla bene l’italiano e confida in un futuro in questo Paese. Almeno fino a tre giorni fa. Ieri il ragazzo maliano ha incontrato il sindaco Luigi de Magistris, che ha preso spunto dall’episodio per attaccare, nemmeno troppo velatamente, Matteo Salvini: “Noi tutti siamo contro la violenza. Bisogna stare molto attenti perché se chi ricopre incarichi di responsabilità istituzionale utilizza parole di odio, si alimenta una pericolosa spirale e non si sa dove va a finire”.

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