L’ultimo miracolo dei Migliori. Sparita la Carta della Cultura di Conte. Del bonus contro la povertà educativa non c’è più traccia. Bloccato dalla burocrazia al ministero di Franceschini

card cultura FRANCESCHINI
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Un tesoretto di 18 milioni di euro, destinato al sostegno della lettura, è chiuso in un cassetto. Incagliato tra il Ministero della Cultura e gli uffici di PagoPa, nonostante sia stato emanato anche il decreto attuativo. La vicenda della Carta della cultura è l’emblema della burocrazia che blocca uno stanziamento rivolto alle fasce sociali più deboli. Ma di cosa si parla?

La card ammonta a un valore di 100 euro, con cui cittadini appartenenti a nuclei familiari economicamente svantaggiati, quelli con Isee sotto la soglia di 15mila euro all’anno, possono acquistare libri, sia in formato cartaceo che digitale. Un servizio teoricamente disponibile anche sull’applicazione Io, già impiegata per il bonus vacanze e per il cashback.

TESORETTO DIMENTICATO. La Carta della cultura è stata introdotta con la legge quadro sulla lettura, risalente al governo Conte bis, con una dotazione iniziale di un milione integrabile attraverso donazioni e altri strumenti di finanziamento. Il fondo è stato potenziato, per ulteriori 15 milioni, con il decreto Rilancio, per un totale di 18 milioni. La platea stimata dei beneficiari è di circa 200mila persone. Tutto perfetto, nel mix tra diffusione della cultura e contrasto all’indigenza. Solo che nella fase applicativa qualcosa si è inceppato: a oggi, infatti, la card non è attiva.

SOLITO COPIONE. Per questo motivo il deputato del Movimento 5 Stelle, Luigi Gallo ha presentato un’interrogazione alla Camera per chiedere spiegazioni al Mic, guidato da Dario Franceschini. “Si è all’epilogo dell’anno 2021 e si tratta di servizi culturali fondamentali per combattere la povertà educativa, in particolar modo di bambini ed adolescenti privati della possibilità di apprendere e così sviluppare le proprie attitudini, oltre che di risorse considerevoli e sospese”, si legge nell’atto depositato a Montecitorio.

Del resto già a maggio il parlamentare del M5S aveva chiesto un’accelerazione al Ministero. In quel caso la risposta, in commissione Cultura alla Camera, fu data dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, specificando che “circa lo stato di effettiva emissione della Carta sono in via di definizione le modalità tecniche in accordo con PagoPa e Consap”.

E ora? “È tutto fermo al Ministero della Cultura”, conferma a La Notizia Gallo. “L’iniziativa – osserva il parlamentare del Movimento – è rivolta al contrasto alla povertà educativa e culturale con un ampio numero di possibili beneficiari. Noi rivendichiamo questo e altri interventi nel campo della lettura”. I risultati, peraltro, sono incoraggianti: nonostante la crisi economica innescata dalla pandemia, il settore editoriale ha retto.

“La media e piccola editoria in Italia è cresciuta nel 2021 più della media del mercato (più 25% contro più 22%)”, ha riferito l’Associazione italiana editori. Insomma, gli italiani leggono un po’ di più. La card, che attualmente è uno stanziamento una tantum, dovrebbe peraltro diventare strutturale, essendo integrata nelle misure a sostegno delle famiglie. Ma prima è necessaria la partenza ufficiale.

Gallo rilancia: “Si parla di lotta alle disuguaglianze nel nostro Paese ed è giusto ricordare che il governo Conte, con una serie di misure, ha fatto una reale opera di redistribuzione del reddito. Lungo questa linea bisogna proseguire il lavoro, invertendo la rotta sul tema della disuguaglianze. E la card rientra nel discorso a pieno titolo”.