Speculazioni sulle Olimpiadi e l’inflazione continua a crescere

L'inflazione cresce a febbraio, insieme al carrello della spesa. Rincari da record per Milano e Belluno con le Olimpiadi invernali.

Speculazioni sulle Olimpiadi e l’inflazione continua a crescere

In attesa di registrare gli effetti sui prezzi della guerra in Iran, a far crescere l’inflazione a febbraio ci hanno pensato le Olimpiadi. Tanto da portare le associazioni dei consumatori a parlare di speculazione a causa degli aumenti da record nelle località dei Giochi di Milano-Cortina. Ma partiamo dai dati generali: l’Istat ha rivisto leggermente al ribasso le stime dell’inflazione di febbraio, confermando l’aumento rispetto al mese precedente dello 0,7% e dell’1,5% su base annua (era +1% a gennaio).

L’Istat certifica anche la risalita dell’inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) dall’1,7% al 2,4%. La “sensibile accelerazione” è dovuta soprattutto ai prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9%), ma anche degli alimentari non lavorati (+3,7%). E non basta neanche la costante flessione dei prezzi energetici (-6,6%) a compensare gli aumenti. A crescere è anche il carrello della spesa (+2%).

Inflazione, rincari da record per le Olimpiadi

Ma, come detto, la dinamica dei prezzi risente molto di dislivelli territoriali che sembrano inevitabilmente legati alle Olimpiadi. Come sottolinea l’Unione nazionale consumatori, si registrano “speculazioni record a Milano e Belluno” (provincia in cui si trova Cortina) per i Giochi invernali. A Milano a febbraio l’inflazione tendenziale è stata del 3,9%, dato più alto in Italia dopo quello di Belluno (4,3%). Quasi il triplo della media italiana dell’1,5%. A Milano si registra invece la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.197 euro per una famiglia media, segnala ancora l’Unc. Da record i rincari per i servizi di alloggio (+87% su gennaio). Tornando ai dati su base annua, il secondo incremento maggiore si registra a Belluno (+1.121 euro) e il terzo a Varese (695 euro).

E il peggio deve ancora venire

L’altro aspetto preoccupante, secondo le associazioni, riguarda il fatto che i dati sui prezzi sono precedenti alla guerra in Iran e alle sue conseguenze economiche. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, sottolinea che l’inflazione decolla “ed era già fuori controllo prima ancora della guerra in Medio Oriente”. A marzo, quindi, la situazione può solo peggiorare con l’aumento dei carburanti che influirà sui costi di benzina e gasolio, ma anche – indirettamente – sui prezzi dei prodotti che “stanno già registrando i primi rincari” a causa di trasporti più costosi. Il rischio è di un “colpo di grazia finale” al potere d’acquisto delle famiglie, “tutto questo nell’indifferenza totale del governo, che dorme”.

L’inflazione all’1,5% comporta, per una coppia con due figli, “un aumento complessivo del costo della vita pari a 530 euro su base annua, mentre per i soli prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è pari a 232 euro e per il carrello della spesa è di 249 euro”. Il Codacons sottolinea come i dati di febbraio siano già “preistoria”, essendo “ampiamente superati dall’effetto Iran sui prezzi al dettaglio” che si farà sentire da marzo. L’aggravio di spesa stimato dal Codacons è di 496 euro annui per una famiglia tipo, che sale a 685 per un nucleo con due figli.