Spendi e spandi agli Europei di calcio. E ora sette giornalisti Rai rischiano grosso: indagine su alcune spese gonfiate a Parigi

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L’inchiesta è solo agli inizi, ma è molto probabile possa allargarsi a macchia d’olio e avere ripercussioni non solo in casa Rai per i personaggi coinvolti, ma anche ripercussioni più pesanti, di rilievo penale. Secondo quanto rivelato da Repubblica, infatti, la polizia francese sta indagando ormai da tempo su una serie di ricevute di pranzi e cene che un ristoratore italiano, da anni a Parigi, avrebbe fatto durante i campionati europei di calcio della scorsa estate ad oltre un decina di dipendenti della Rai. Fra loro, riferisce il quotidiano, ci sarebbero anche sette giornalisti di Rai Sport. Il ristoratore, conosciuto nell’ambiente dello sport, è stato già interrogato dagli agenti di Parigi: da stabilire se le note spese erano false o gonfiate. Resta però un particolare molto strano e da cui si è mossa la stessa inchiesta: a quanto si apprende si tratterebbe di ricevute tutte identiche con importi da 70 euro ciascuna a pranzo e a cena per l’intero periodo della trasferta.

E mentre a Parigi si muove l’inchiesta giudiziaria, in Italia Viale Mazzini è decisamente in fibrillazione. Martedì scorso, non a caso, la direzione risorse umane della Rai ha mandato una lettera di contestazione e richiesta di chiarimenti ai 18 dipendenti Rai coinvolti: ora hanno tempo cinque giorni, quindi sino a domenica, per presentare le loro controdeduzioni. Al termine, la Rai deciderà se, e quali, provvedimenti disciplinari prendere. Perché il punto centrale è uno essenzialmente: la Rai, come noto, è un ente pubblico, che beneficia del canone, ed è soggetta quindi ad alcune regole ben precise, specie per quanto riguarda le spese dei dipendenti. C’è da stabilire adesso, insomma, se le fatture erano davvero false, e quante erano: il rischio è la sospensione dal servizio, se non peggio, visti gli sviluppi dell’inchiesta.

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