Spese da pazzi a Montecitorio. Dai caffè al vestiario fino ai corsi di inglese: in sei mesi bruciati 61 milioni di euro

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Quasi 61 milioni di euro. Per la precisione, 60.968.199. A tanto ammonta il totale delle spese ordinate per lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni della Camera dei Deputati e relativo solo al primo semestre del 2016. Rispetto al semestre precedente, la differenza è clamorosa: quasi 50 milioni di spese in più. E anche se confrontassimo il dato con i primi sei mesi del 2015 per restare nel periodo gennaio-giugno, non ci sarebbe granché da festeggiare: anche in questo caso, infatti, la spesa cresce, passando da 59 e rotti a 61 milioni.

DAL VESTIARIO AL CAFFÈ – Ma è soprattutto entrando nel dettaglio che emergono le curiosità più bislacche. A cominciare dal corso di aggiornamento per il personale di Montecitorio. L’inglese è importante (ci mancherebbe) e allora è bene che tutti i dipendenti siano preparati al meglio. Nessun problema: ecco il corso da 140mila euro per “formazione e aggiornamento professionale” alla Roma School, una scuola che organizza, appunto, corsi in lingua. È necessario, dunque, che il personale sia preparato. E, ovviamente, vestito a puntino. Ed ecco allora che per il nuovo vestiario se ne sono andati altri 21mila euro. Ma, ovviamente, ce n’è per tutti i gusti. Per dire: nel primo semestre il servizio di facchinaggio è arrivato a costare quasi un milione di euro. Una spesa considerevole se si pensa che nel periodo precedente (luglio-dicembre 2015) avevamo sborsato meno della metà. Anche l’arredamento dei tanti edifici di cui godono partiti e deputati è uno dei capitoli più ragguardevoli: in sei mesi oltre 650mila euro sono andati in poltrone, moquette e mobilio vario. Finita qui? Certo che no. Passiamo all’ambito pulizie. Solo per la lavanderia (dalle divise al tendaggio) se ne sono andati altri 20mila euro. Nulla in confronto al servizio di pulizia: 3,5 milioni di euro quando invece nel semestre precedente il costo era stato di 20mila euro. Per non parlare della ristorazione: tra mensa e servizio altri 3 milioni di euro.

E, ovviamente, dopo un bel pranzo non può mancare il caffè. Niente paura: la Camera è stata rifornita dalla Lavazza per altri 11mila euro. Ancora non arriviamo, però, al capitolo che fa la parte del leone. Perché accanto ai costi bislacchi ce n’è uno che negli ultimi sei mesi ha assorbito qualcosa come 14,2 milioni di euro. Parliamo del servizio informatica. Solo per internet se ne sono andati 268mila euro. Per non parlare, poi, dell’assistenza, per cui sono stati sborsati quasi 7 milioni.

DULCIS IN FUNDO – Le curiosità, sfogliando le varie voci di spesa, non finiscono qui. E così arriviamo alle agenzie stampa. Anche qui c’è da divertirsi. Negli ultimi sei mesi la Camera ha pagato l’Ansa 636mila euro, LaPresse 100mila, Askanews 230mila, l’AdnKronos altri 204mila. Alla fine dei conti, la Camera ha versato ben 2,5 milioni alla bellezza di 19 tra agenzie stampa e banche dati. Non ne bastavano meno?

Tw: @CarmineGazzanni