Spese da record per la Difesa: triplicano i costi per gli aerei da caccia di sesta generazione

Nuovo record per il riarmo: le spese per il progetto degli aerei da caccia GCAP triplicano e saranno le più alte per un programma militare.

Spese da record per la Difesa: triplicano i costi per gli aerei da caccia di sesta generazione

I soldi, per il riarmo, si trovano sempre. Quel che non si trova, invece, è la discussione sulle risorse da investire nello shopping militare. Nel caso specifico parliamo del progetto per l’aereo da caccia di sesta generazione GCAP, pronto a surclassare gli F-35 nella speciale classifica del programma militare più costoso della storia italiana. Il ministero della Difesa, svela Milex, ha inviato al Parlamento un nuovo decreto per gli aerei militari con cifre da record.

Parliamo di un programma il cui costo, solamente per la fase di sviluppo, era inizialmente previsto in 6 miliardi. Questo nel 2021. Oggi, invece, il costo – sempre per la sola fase di sviluppo – viene triplicato e raggiunge i 18,6 miliardi. Giusto per capire di quanto sia rilevante la cifra, basti pensare che il record del programma per gli F-35 si attesta a 18,3 miliardi (per 90 aerei) comprendendo tutte le fasi: non solo lo sviluppo, ma anche acquisto e costruzione. Cifra già superata e con la parte relativa all’acquisizione degli aerei e dei droni gregari ancora neanche considerata.

Programma per gli aerei da caccia GCAP: triplicano i costi

L’aggiornamento della cifra totale è legato all’incremento dei costi di maturazione tecnologica, sperimentazione, sviluppo e design. Il programma, avviato quattro anni fa e con orizzonte al 2050, viene rivisto al rialzo. E intanto viene fissato, come annunciato da Giorgia Meloni in Giappone, anche l’obiettivo del primo aereo entro il 2035. Ma non è finita qui, perché gli importi potrebbero ulteriormente aumentare considerando che i costi vengono stimati sulla base delle condizioni economiche del 2025. Tanto che nel decreto si ipotizza già un nuovo intervento “integrativo” in caso di superamento del limite di spesa. Intanto l’impegno finanziario aggiuntivo è fissato a 8,769 miliardi per i prossimi dodici anni.

Quasi 600 milioni solo per il prossimo triennio, di cui oltre 70 quest’anno e altri 260 l’anno nei successivi due. I fondi sono già stati messi a bilancio grazie all’incremento previsto dalla Manovra dello scorso anno. Ma il problema è che per questo programma non si potrà ricorrere ai 15 miliardi dei fondi Safe, in quanto non si tratta di un progetto congiunto europeo. È invece probabile che si ricorra alla clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che consente di escludere dal deficit le spese in difesa, che potrebbe essere attivata con l’uscita dall’infrazione per deficit. Come sottolineano i parlamentari del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Difesa di Camera e Senato, non viene neanche fornita “un’approfondita e dettagliata spiegazione di questo enorme aumento della spesa prevista”. Da qui la denuncia sulle commissioni “usate come bancomat”: “Sono soldi dei cittadini ed è nostro compito garantire che non vengano buttati via in questa folle corsa al riarmo”.