Spese militari, il M5S smonta i numeri di Draghi. Con i Governi Conte l’incremento è stato inferiore al miliardo l’anno

L’incremento delle spese militari con i Governi Conte è stato in media dunque inferiore al miliardo l’anno.

Guerra di cifre tra il M5S e Palazzo Chigi sull’aumento delle spese militari. Al termine dell’incontro-scontro tra il premier Mario Draghi e il leader dei pentastellati Giuseppe Conte, Palazzo Chigi ha diffuso alcuni numeri che proverebbero come il bilancio della Difesa sotto i governi Conte sia sensibilmente aumentato passando dai 21 miliardi circa del 2018 ai 24,6 del 2021 con un aumento del 17%. Mentre tra il 2021 e il 2022 il bilancio della Difesa sarebbe salito a 26 miliardi con un aumento del 5,6%.

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Spese militari, il M5S ha smontato la narrazione draghiana

Ieri i Cinque Stelle si sono scatenati e con una serie di note corredate da grafici e numeri, tutti ufficiali e consultabili sui Documenti programmatici pluriennali della Difesa e sul sito della Nato, hanno smontato la narrazione draghiana sulle spese militari.

“È curiosa e davvero straordinaria la dovizia di particolari con cui ‘fonti di palazzo Chigi’ hanno ricostruito la spesa militare italiana. La stessa meticolosità andrebbe usata per dare notizia del previsto incremento delle spese militari per gli anni 2023 e 2024”, dicono i Cinque Stelle. Che lasciano parlare i numeri.

Durante i Governi Conte, ci sono state le seguenti variazioni: 2019: da 21,7 miliardi del 2018 a 21 miliardi = – 0,7 miliardi; 2020: da 21 a 22,8 miliardi = +1,8 miliardi; 2021: da 22,8 a 24,4 miliardi = +1,6 miliardi. Si registra dunque un totale di +2,7 miliardi in 3 anni (da 21,7 a 24,4), ovvero +12%, non +17%. Governo Draghi: 2022: da 24,4 a 26 miliardi, per un totale di +1,6 miliardi, corrispondente a un aumento percentuale di +6,5% in 1 anno, e non dunque del 5%.

L’incremento delle spese militari con i Governi Conte è stato in media dunque inferiore al miliardo l’anno. Un dato sensibilmente differente da quanto fatto registrare dall’attuale Esecutivo, che in un anno ha disposto 1,6 miliardi di euro di aumento. In pratica, Conte è passato in 3 anni dall’1 al 1,4% Pil, mentre qui si chiede di passare subito al 2% in meno di due anni.

Quello che non si dice, argomenta successivamente sui social il Movimento, è che quelli decisi dai Governi Conte sono stati aumenti fisiologici per l’adeguamento – soprattutto tecnologico – della nostra Difesa con incrementi comprensivi degli stanziamenti straordinari per il potenziamento della sanità militare legati all’emergenza Covid.

Altra cosa che non si dice, continuano i Cinque Stelle, è che nel 2020 il Governo Conte ha messo in campo oltre 130 miliardi di euro, con 5 scostamenti di bilancio, per aiutare famiglie e imprese colpite dalla pandemia. Il M5S ancora una volta ribadisce che non intende mettere in discussione gli impegni internazionali, come quello del 2% del Pil per investimenti militari, ma la tempistica per raggiungere quel target “che solo dieci membri Nato su trenta (tra cui Usa e Uk) hanno finora raggiunto”.

I pentastellati suggeriscono invece di valutare un aumento delle spese militari che porterebbe il nostro Paese ad adempiere all’obiettivo Nato del 2% Pil in modo graduale e sostenibile entro la fine di questo decennio, vale a dire al 2030. E non entro il 2024. Farlo tra due anni, calcolano, significherebbe aumentare di almeno 6 miliardi l’anno gli stanziamenti per la difesa nelle prossime due leggi di Bilancio per saltare da 26 a 38 miliardi di spesa militare annua.

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