Spirlì riabilita Mussolini. Per il governatore della Calabria il Duce è stato il fautore della rivoluzione sociale. “Una rilettura oggi si può fare”

Spirlì Mussolini
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“Condanna assoluta e totale delle leggi razziali e delle guerre coloniali, della seconda Guerra Mondiale e di Salò ma bisogna riconoscere che il Duce è stato soprattutto all’inizio fautore di una rivoluzione sociale. Per la sua parte socialista mi piace dire che andrebbe riletto e nella rilettura dare una valutazione positiva a quello che la merita, poi c’è altro che non la merita. Una rilettura oggi si può fare”. È quanto ha detto a Klaus Davi per il programma KlausCondicio (qui il video), il presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, riferendosi a Benito Mussolini.

“Ha creato – ha aggiunto Spirlì parlando ancora di Mussolini – le case popolari, le pensioni, l’assistenza all’infanzia, l’assistenza alle donne, le bonifiche, l’industrializzazione, la grande industria della cinematografia con la costruzione di Cinecittà. Insomma tante e tante cose sono state fatte in quegli anni e io non posso dimenticarlo. Perché sarebbe come dire che dalla Prima Repubblica dobbiamo cancellare tutto perché ci sono state anche le stragi”.

“Spero che i calabresi sapranno rispondere adeguatamente alle provocazioni antistoriche di Nino Spirlì sul fascismo – ha commentato il deputato M5S e presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni -: spero cioè che lo mandino a casa, perché la Calabria non merita tali rappresentanti. Il fascismo e il suo leader Mussolini sono stati causa del dramma peggiore della storia italiana ma c’è ancora qualcuno che per due voti tenta malamente di legittimarli”.

“Nino Spirlì vuole una ‘rilettura’ del duce e della ‘sua parte socialista’. Si rilegga allora il discorso di Matteotti e si studi lo squadrismo contro le Camere del lavoro ad esempio. A destra non si arrendono a chiamarlo col suo nome: fascismo” ha commentato su Twitter la deputata del Pd Chiara Gribaudo.

“Non è per paura o per timore di non prendere voti. Ho deciso di non candidarmi – ha poi aggiunto Spirlì parlando con Klaus Davi del voto in Calabria – poiché in questo momento siamo realmente al tavolo delle trattative con il governo per la copertura del debito sanitario pregresso, che è una cosa abbastanza importante. Quindi vorrei esserci fino all’ultimo. E poi le trattative sul Pnrr con il porto di Gioia Tauro e con tutto il retroporto da organizzare. Non ci sono poche cose di cui occuparsi”.

“La deprivatizzazione delle acque calabre – ha aggiunto Spirlì -, anche questa è un’altra una cosa che abbiamo portato avanti quindi c’è tanto da lavorare. Io penso che ognuno si deve impegnare per la preparazione del futuro, perché se abbandoniamo per andar a cercare voti io credo ognuno debba mettersi a lavorare nel modo migliore e i calabresi apprezzeranno questa presenza in cava, direi, fino all’ultimo momento”.