Spunta l’archivio segreto di Scajola

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Dalla Redazione

Claudio Scajola e Chiara Rizzo ammessi al giudizio immediato. Il gip di Reggio Calabria ha accolto la richiesta della Dda che aveva chiesto il rito speciale per i due indagati nel caso Matacena. L’udienza si svolgerà il prossimo 22 ottobre. Oltre che per Scajola e per la Rizzo il giudizio immediato è stato disposto anche per Martino Politi, il factotum di Scajola, Maria Grazia Fiordalisi e Roberta Sacco. Nello studio di Scajola intanto le forze dell’ordine hanno trovato l’archivio segreto dell’ex ministro, celato in alcune nicchie scavate nel muro. Mimetizzato così bene che agli inquirenti è servita più di una perquisizione per individuarlo.

Nulla era stato, infatti, in un primo momento a Imperia, nello studio di via Matteotti e in quello della casa di via Diano. O meglio era stata sequestrata solo la parte “pubblica” dell’archivio: pc, tablet, documenti e altro materiale già conosciuti dagli investigatori. Ma in quella documentazione si faceva riferimento ad altri fascicoli e cartelle informatizzate, evidentemente conservate in segreto. Per questo i giudici si erano decisi a ordinare una seconda perqusizione anche per evitare che i documenti potessero essere fatti sparire. Spostando i quadri dello studio di Scajola la documentazione ricercata alla fine è uscita fuori. Gli investigatori hannon rinvenuto sopratutto materiale informatico, come hard disk e una serie di pen drive.