Stadi e teatri non conoscono crisi. Ma per il cinema è notte fonda. Nel 2018 persi 8 milioni di ingressi nelle sale. Mogol: tutelare i diritti di chi lavora in ogni settore

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Non c’è niente da fare, lo spettacolo più amato dagli italiani resta la partita di calcio. E se c’è chi preferisce il teatro e la musica leggera, sono in calo gli amanti delle grandi proiezioni cinematografiche. è come sempre un Paese a luci e ombre quello che emerge dall’Annuario dello Spettacolo Siae 2018 presentato ieri a Roma. Infatti la spesa per l’attività di spettacolo continua a crescere con concerti e rappresentazioni teatrali che ottengono i migliori risultati, ma le cifre arretrano se si parla di cinema. Si disertano le Sale, che così perdono 8 milioni di biglietti, che sommati ai dati negativi del 2017, significa una perdita in valore assoluto di oltre 22 milioni di ingressi, facendo un confronto con il 2016, praticamente il 19 per cento in meno in soli in due anni.

LUCI E OMBRE. Quanto questo dipenda dalla concorrenza di altri canali di diffusione delle prime cinematografiche, quanto dalle aspettative in tema di benessere e qualità della vita e quanto, infine, dal minore gradimento dei film proposti in sala, è presto per dirlo. Anche se il presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori Giulio Rapetti Mogol è convinto sia l’insieme di questi fattori. Certo è che nessun film italiano è entra to nella top ten del botteghino, tanto che il primo film in classifica nel 2018 è stato Bohemian Rhapsody. A parte il settore cinematografico, però, gli italiani hanno speso più dell’anno precedente per partecipare agli eventi, sia per l’acquisto di biglietti e abbonamenti, sia per i servizi accessori loro offerti dagli organizzatori.

“Sembra, insomma, che, nell’ambito dei comportamenti di spesa delle famiglie resta confermata ed, anzi, continua a rafforzarsi la propensione a destinare una sempre maggior quota verso i consumi culturali”, ha dichiarato il direttore generale Siae, Gaetano Blandini. Si conferma, come detto, l’amore per lo stadio, che gli italiani non abbandonano neppure se i prezzi crescono. Infatti a fronte di un pressoché costante numero di ingressi, si registra un aumento della spesa al botteghino (+7,41%) e della spesa del pubblico (+15,45%). Così come i grandi eventi live della musica leggera, il settore ha registrato i migliori risultati sia sugli ingressi (+12,00%) che sulla spesa al botteghino (+18,26%). In testa alla classifica 2018 si posiziona Eminem.

Ma funziona bene pure la lirica, che per la prima volta nella sua top ten vede entrare ben tre spettacoli per ragazzi. Nei consumi della cultura e dell’intrattenimento, però, emerge anche un’Italia divisa. Con un Nord, Milano in testa, che traina e spende. E un Sud che fatica e rimane a forte distanza. “Iniziative come questa testimoniano la vitalità e la funzione strategica di SIAE che ha come principale missione quella di tutelare i diritti di quanti operano in questi settori”, ha concluso Mogol.