Stanchezza e depressione. È la sindrome del letargo. Il cambio di stagione stressa l’organismo

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Stagione di rinascita, di rinnovamento e di mutamenti della natura, la primavera, comporta cambiamenti anche per il nostro organismo. Complici la luce, il caldo e i colori, la nostra disposizione d’animo è più adatta ad iniziare una nuova vita. Essendo una stagione intermedia è caratterizzata da frequenti e improvvisi cambiamenti climatici e da modificazioni sensibili del ciclo luce-oscurità. Tutto ciò può comportare l’insorgenza di disturbi psicofisici e di maggiore stress per l’organismo, costretto a reagire continuamente per ritrovare un equilibrio omeostatico. Si tratta dell’acclimatazione, processo fisiologico di adeguamento dell’organismo che mette in atto una serie di meccanismi protettivi endogeni, come cambiamenti dell’irrorazione ematica cutanea, di sudorazione e termoregolazione, di ventilazione polmonare e gittata cardiaca, che però vengono avvertiti soggettivamente come alterazioni del benessere.

SBALZI D’UMORE – Ecco quindi che possono comparire senso di affaticamento, sonnolenza, malessere generale; sono possibili una riduzione delle difese organiche e una maggiore suscettibilità a malattie infettive virali. La pressione arteriosa con il caldo tende a ridursi per una maggiore dilatazione delle arteriole cutanee e muscolari, e in alcuni soggetti può portare sensazione di spossatezza e pseudo vertigini. La difficoltà ad adattarsi alle mutate e mutevoli condizioni ambientali primaverili si manifesta spesso anche con sbalzi di umore, eccessivo bisogno di carboidrati, aumento di peso, irritabilità e scarsa concentrazione.

SISTEMA NERVOSO – Tutti sintomi di un’attivazione, influenzata e favorita dai cambiamenti atmosferici, che stimolano il sistema endocrino e quello nervoso, provocando squilibri temporanei ma fastidiosi. A livello ipotalamico l’organismo risponde con un’aumentata produzione di serotonina, neurotrasmettitore dello stress e del senso di benessere; l’ipofisi risponde con iperproduzione di diversi ormoni, la tiroide con aumentata secrezione di tiroxina e il surrene con una maggiore produzione di catecolamine e cortisolo, mediatori chimici cruciali nei periodi di risposta al sovraffaticamento e allo stress.

SEROTONINA E UMORE – Ma esistono anche delle sindromi che migliorano proprio in primavera, come la “Winter Depression” (depressione invernale), e questo succede grazie alla maggiore produzione di serotonina e alla densità dei raggi solari che stimolano la melatonina, ormone con funzione di regolatore biologico, che influenza positivamente l’umore. È bene quindi in primavera aiutare l’organismo nelle complesse funzioni di adattamento con poche e semplici regole: dieta varia, ricca di frutta e verdura, esercizio fisico regolare e astensione da fumo e alcool. Principi che si dovrebbero seguire ogni giorno con costanza.

* Endocrinologo