Stasera l’annuncio di Conte. In arrivo nuove misure per fronteggiare l’epidemia. Ipotesi chiusura bar e locali alle 21

dalla Redazione
Politica
GIUSEPPE CONTE

In arrivo nuove misure per fronteggiare l’epidemia di Coronavirus. Ad annunciarle, questa sera, sarà il premier Giuseppe Conte. Fonti di Palazzo Chigi hanno specificato che “è iniziato ieri sera un confronto con i capi delegazione, proseguito oggi con le Regioni, gli Enti locali e anche con il Cts per ascoltare le voci dei territori e degli esperti in modo da approntare le soluzioni migliori per affrontare questa nuova ondata di contagio e tutelare nel modo più efficace gli interessi sanitari e socio-economici di tutti i cittadini”.

“Le uniche misure di restrizione veritiere – ha fatto sapere il Governo – saranno quelle contenute nel dPCM che verrà emanato non appena definito il quadro di intervento. Le anticipazioni che si stanno rincorrendo in questi giorni e in queste ore sui mezzi di informazione sono da ritenersi fughe in avanti e ipotesi non corrispondenti a verità. L’invito del Governo agli organi di informazione è di evitare di alimentare confusione nei cittadini, in attesa di comunicazioni ufficiali che avverranno nella giornata di domani con una conferenza stampa del Presidente del Consiglio”.

Tra le ipotesi che il Governo sta valutando c’è la chiusura dei bar e dei locali alle 21, dei ristoranti alle 24 (o alle 23). E’ questa l’ipotesi che emerge come prevalente al termine di un lunghissimo confronto del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza in vista del nuovo dpcm con le misure per il contrasto al contagio da Covid. Oggi ci sarà un nuovo confronto con le Regioni, ma proseguirà anche quello nel governo. Teresa Bellanova, si sarebbe opposta a una chiusura anticipata dei ristoranti alle 22, caldeggiata da altri ministri. La capo delegazione di Iv avrebbe detto no anche a un’altra proposta sul tavolo: lo stop a fiere e congressi

“Non siamo in una fase drammatica. Le Regioni – ha detto il commissario straordinario, Domenico Arcuri – hanno la disponibilità dei ventilatori. Non c’è nessun allarme. Rispetto alla prima ondata, la seconda ondata è diversa. Più ci aiutano gli italiani e minore sarà la necessità di misure drastiche. Ci siamo confrontati con i presidenti delle Regioni. E’ stato un incontro molto positivo”.

Il commissario Arcuri, nel corso dell’incontro, ha assicurato i governatori del massimo impegno nell’acquisizione dei tamponi. “Sono disponibile a nuovi acquisti centralizzati di tamponi per arrivare a 200 mila tamponi molecolari al giorno e 100 mila test rapidi antigenici al giorno”, ha affermato. Il commissario ha sollecitato le regioni a rispondere alla richiesta circa lo stato di attivazione dei ventilatori. “Rischiamo – ha detto – di inviare materiali in territori dove non c’è questa necessità” chiarendo in questo modo il motivo di sollecitare “per avere una risposta dalle regioni”.

Contro il covid, a parere del Comitato tecnico scientifico, è necessaria una “assoluta e rigorosa azione di controllo sulle misure già più volte indicate dal CTS ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell’uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es. obbligo di affissione del numero massimo di clienti che e’ possibile accogliere negli esercizi)”.

Inoltre il Cts raccomanda “la coerenza della limitazione già prevista dalle norme vigenti relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all’interno dei locali di ristorazione”. Contro l’epidemia lo stesso Comitato auspica la “incentivazione dello smart working sia nell’ambito del settore pubblico che in quello privato”. “La limitazione temporanea alla fruizione di eventi a grande aggregazione di pubblico (es. congressi, fiere, ecc.) – aggiungono gli esperti – ed altri assembramenti di persone spontanei o comunque organizzati”.

C’è la “assoluta esigenza di tempestiva diagnosi” del covid, di un “monitoraggio ed efficace tracciamento dei contatti attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, mediante azioni di reclutamento attivo potenziando i sistemi diagnostici (es. Drive-in)”. Secondo il Comitato Tecnico Scientifico è inoltre necessario un “rafforzamento della medicina del territorio, eventualmente con il supporto del sistema nazionale di protezione civile”.

“Il Cts – nella nota diffusa ieri sera – rimarca l’attuale incertezza relativa agli aspetti epidemiologici correlata alla circolazione e alla trasmissione del virus, pur nella consapevolezza che, attualmente, i focolai sono principalmente all’interno delle famiglie”. “Nelle attuali condizioni epidemiologiche il CTS suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado”.

“Un’importante criticità – si legge ancora nella nota del Cts – è rappresentata dal trasporto pubblico locale che non sembra essersi adeguato alle rinnovate esigenze, nonostante il CTS abbia evidenziato fin dallo scorso mese di aprile la necessità di riorganizzazione, incentivando una diversa mobilità con il coinvolgimento attivo delle istituzioni locali e dei mobility manager”.