Stati Generali in Movimento. Si vota per i 30 oratori. Di Maio, Fico, Di Battista & C. tra gli iscritti a parlare. Domani i nomi dei prescelti tra i mille candidati

di Raffaella Malito
Politica

Si conosceranno domani i nomi dei 30 relatori che domenica prossima interverranno al dibattito pubblico che seguirà i tavoli di lavoro degli Stati generali del M5S che si svolgeranno interamente on line. A sceglierli saranno gli iscritti da almeno sei mesi con documento certificato, che potranno esprimere un numero massimo di 3 preferenze. La votazione avverrà dalle ore 12 di oggi alle ore 12 di giovedì. Su decisione del capo politico saranno resi noti esclusivamente i nomi dei 30 candidati più votati, in ordine alfabetico e senza indicazione delle preferenze. Dopo l’elezione dell’organo di direzione del M5S saranno resi noti tutti i risultati della votazione, che sino ad allora saranno depositati e custoditi presso due notai.

La descrizione dettagliata dell’iter che avvia a conclusione l’evento pentastellato – a un anno esatto dal suo annuncio – si legge sul Blog delle Stelle. “Dopo tre settimane di lavori nelle regioni e sui territori che hanno coinvolto oltre 8 mila iscritti, che hanno dato vita a 169 riunioni per un totale di quasi mille ore di lavori, ci avviciniamo – scrive Vito Crimi (nella foto) – alla fase conclusiva degli Stati generali. Un’adesione così ampia non era affatto scontata”.

Per coprire la quota dei 30 relatori sono state presentate più di mille candidature. Tra i big candidati ritroviamo Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Paola Taverna ma anche Danilo Toninelli, Dino Giarrusso e Giulia Grillo. “Seppur in streaming, a causa della pandemia, sarà un’occasione per fare squadra. Il Movimento ha il dovere di agire concretamente per dare risposte a milioni di italiani. E io come sempre mi metto in gioco, ci metto la faccia”, dichiara Di Maio. Tra gli assenti Beppe Grillo, Davide Casaleggio, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Stefano Patuanelli.

I partecipanti alla due giorni conclusiva degli Stati generali saranno in tutto 305 ripartiti in tre gruppi: gli attivisti semplici, poi i parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali e quindi i sindaci e i rappresentanti a livello municipale e comunale. L’elenco non include i 30 oratori. Ai lavori prenderanno parte anche i facilitatori regionali per gli affari interni. I partecipanti saranno divisi in tre tavoli di lavoro, relativi alle tre macro aree su cui hanno lavorato i gruppi territoriali: temi e agenda politica per il Paese, organizzazione e struttura, principi e regole. Tra i 305 compaiono Paola Taverna, il ministro Federico D’Incà, i viceministri Stefano Buffagni e Giancarlo Cancelleri, i sottosegretari Manlio di Stefano e Alessio Villarosa. Tra i volti noti che prenderanno parte ai tavoli di lavoro quelli degli eurodeputati Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao, Tiziana Beghin, Dino Giarrusso, Laura Ferrara. E poi Nicola Morra, Luigi Gallo, Angelo Tofalo, Elisabetta Trenta, Sergio Battelli.

E sarà proprio sulle tre macro aree che si consumerà il confronto in atto da tempo tra le due visioni che agitano i pentastellati. Da una parte l’ala dei duri e puri (Di Battista-Casaleggio per intenderci) che si oppone a qualsiasi deroga al limite dei due mandati, che vede come fumo negli occhi un’alleanza col Pd e che alla leadership collegiale preferirebbe la guida del Movimento nelle mani di un solo uomo. Dall’altra, i governisti che aprono ai dem, pongono il problema delle competenze acquisite e optano per una leadership condivisa. Dai territori sarebbe arrivata l’indicazione a non sostenere deroghe alla regola dei due mandati, un via libera in materia di alleanze agli accordi con le liste civiche decisi a livello locale, la preferenza per una leadership collegiale, la richiesta di maggiore trasparenza sulla gestione della piattaforma Rousseau. La partita è apertissima.