Stavolta il Consiglio di Stato boccia il governatore del Veneto Zaia: vaccini obbligatori dai nidi. Per entrare a scuola certificati già da quest’anno

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Il Consiglio di Stato ha bocciato la Regione Veneto e, in un parere richiesto dallo stesso governatore Luca Zaia, ha detto sì all’obbligo vaccinale per l’iscrizione a nidi e scuola dell’infanzia già a decorrere dall’anno scolastico in corso e presentando la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione. Un chiarimento che arriva dopo che il Veneto a giugno aveva impugnato l’obbligo dei vaccini, salvo ripensarci all’inizio del mese, decidendo di allinearsi con la normativa nazionale. E aveva sospeso il decreto di moratoria di due anni che avrebbe permesso alle famiglie di presentare la documentazione vaccinale per i bimbi fino ai sei anni, entro il 2019, ed evitare così la decadenza dell’iscrizione dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia già a partire da questo anno scolastico. In contemporanea aveva chiesto di portare al Consiglio di Stato il quesito relativo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati.

La replica – Ieri la risposta: sì all’obbligo di immunizzazione nelle scuole dell’infanzia, dall’anno in corso. “Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi”, ha commentato Zaia, “quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni. Ci riserviamo peraltro di leggerne integralmente i contenuti, aldilà delle anticipazioni avute tramite le Agenzie”. “Resta in piedi, ha aggiunto il governatore, il nostro ricorso alla Corte Costituzionale, che è anche stato aggiornato sulla base della conversione nella legge 119 del Decreto Lorenzin, la cui discussione è stata proprio fissata dalla Consulta per il 21 novembre prossimo”. Anche Beatrice Lorenzin ha commentato il parere di Palazzo Spada: “Oggi abbiamo avuto due notizie, ha detto il ministro, una drammatica, abbiamo il quarto decesso a causa del morbillo, si tratta di un 41enne immunodepresso a Catania che non era stato vaccinato, alla quale si collega una positiva. Il Consiglio di stato ha ratificato la correttezza della legge sui vaccini. È incredibile che siamo ancora qui a commentare questo tipo di notizie. Questi virus sono pericolosi, lo scopo mio e del governo è proteggere i cittadini”, ha ribadito.

Quarto caso – E intanto, come ha ricordato la Lorenzin, con il paziente di ieri il numero dei decessi per morbillo quest’anno è arrivato a quattro. Il paziente ha avuto i primi sintomi, la febbre, l’8 settembre e due giorni dopo è comparso l’esantema. Secondo le prime notizie dell’azienda sanitaria, l’uomo sarebbe stato immunodepresso e non era vaccinato. E sembra che la malattia non si voglia fermare proprio a causa della cosiddetta scarsa immunità di gregge. I casi della malattia quest’anno in Italia sono stati, fino al 24 settembre scorso, 4.575, di cui l’88 per cento non vaccinati e il sei per cento vaccinati con una sola dose. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, almeno il 35 per cento delle persone colpite ha avuto una complicanza mentre il più della metà è stato ricoverato in ospedale.