Strada merita il Nobel. Ma in Calabria serve chi ne conosce i rischi. Parla il deputato M5S, Parentela: “Ci sono altri validissimi nomi”

di Carmine Gazzanni
L'intervista
Paolo Parentela

“Strada meriterebbe un Nobel e sarebbe utile alla causa”. Ma in Calabria occorrono per il ruolo di commissario “professionisti calabresi di grande spessore e di specchiata moralità”. Nel caos totale che sta vivendo la Regione Calabria nel pieno dell’emergenza Covid e senza un commissario alla sanità, a provare a tracciare la linea è il deputato Paolo Parentela, da sempre in prima linea sul fronte e sulle dinamiche regionali: “Da tempo, con altri colleghi parlamentari avevo formalmente rilevato pesanti errori e ritardi del duo commissariale Cotticelli-Crocco”.

Eppure dopo Cotticelli è arrivato Zuccatelli e ora le dimissioni di Gaudio. La Calabria pare sia stregata…
Avevamo espresso anche la necessità che il timone dell’emergenza Covid doveva essere nelle mani dei due delegati governativi. La rimozione di Cotticelli è arrivata dopo l’ormai famosa intervista rilasciata dall’ex ufficiale dei carabinieri a Titolo V. Zuccatelli si è dimesso per causa di sue vecchie, assurde dichiarazioni sull’inutilità delle mascherine, diventate virali subito dopo, guarda caso, la sua nomina a commissario alla Sanità calabrese. Gaudio ha rinunciato all’incarico perché verosimilmente avrà fiutato l’aria infestata dalle polemiche causate dal suo coinvolgimento, che starebbe per cadere, in un’inchiesta su concorsi truccati. Intanto la moglie di Gaudio avrebbe potuto godersi Catanzaro. Peccato per lei, ma forse è meglio così. Il momento è difficile, temo che le polemiche continuino.

Crede che la presenza di Strada sia solo “spot” o possa essere davvero utile?
Strada meriterebbe un Nobel e sarebbe utile alla causa calabrese. Tuttavia, senza esperti calabresi al suo fianco avrebbe molte difficoltà. Qui c’è da ricostruire il Servizio sanitario regionale, da affrontare la grande questione dell’assistenza territoriale, tenuto conto che la regione ha molti Comuni tagliati fuori dai principali collegamenti viari. Strada, che continua a ripetere di non aver ancora ricevuto precise proposte di incarico, dovrebbe, nel caso, essere affiancato da dirigenti calabresi di comprovata esperienza nella materia.

Quale potrebbe essere il nome giusto come commissario?
Vedrei benissimo professionisti calabresi di grande spessore e di specchiata moralità, che hanno dimostrato sul campo, anche insieme a noi, di conoscere i problemi della sanità calabrese e soprattutto di sapere come risolverli. Ho informato esponenti del governo che sarei pronto a suggerirli.

Al di là dei nomi, quali sono oggi i problemi legati alla diffusione del virus in Calabria?
Il tracciamento è saltato, c’è troppo poco personale, vanno ancora attivate parecchie Usca e comprate nuove macchine per processare i tamponi. Inoltre manca una cabina di regia gestionale. A riguardo si sta cercando di porre rimedio con il nuovo decreto Calabria. Mi faccia aggiungere che non si può tralasciare l’assistenza degli altri malati, per esempio dei pazienti oncologici, cardiopatici e diabetici. Occorre responsabilità di tutta la politica, che per ora non vedo.

Crede che il governo si stia coprendo dietro nomi-spot per la Calabria?
No. Ma il governo dovrebbe nominare anche i sub-commissari. Dovrebbe scegliere un nome di garanzia per la guida del Piano di rientro e affiancargli esperti del luogo.

Non c’è però solo la Calabria tra le regioni a rischio. È mai possibile che siano solo coincidenze i tanti casi di fondi al palo o direttive mai applicate?
Va ripensata completamente la sanità. Questa è l’occasione per cambiare le norme, anche quelle costituzionali, e il modello attuale. Qui si misurerà la maturità del Parlamento.