Strade sicure, il Governo vuole ridurre l’impiego dei militari. Il decreto Ucraina-bis prevede un taglio di mille unità. Lega: “Decisione folle”

Strade sicure
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Una parte dei militari italiani, attualmente impiegati in compiti di sorveglianza nell’ambito dell’operazione “Strade sicure“, lasceranno le città dove sono impiegati, ormai da anni, per tornare alle loro attività. “La sicurezza non è un compito che spetta alle forze armate” aveva detto nelle scorse settimane il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Strade sicure, il decreto Ucraina-bis prevede un taglio di mille unità dal 1 luglio

Un taglio che viene confermato ora nel decreto Ucraina-bis, circa mille unità in meno dal prossimo 1 luglio. Attualmente sono 6.000 sono i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza.

“Folle ridurre i militari impegnati in Strade sicure. Così si concede terreno fertile alla proliferazione della criminalità” affermano in una nota i deputati della Lega Nino Minardo, segretario regionale Lega Sicilia, Alessandro Pagano, vicecapogruppo Lega alla Camera, Nino Germanà e Francesco Scoma.

“Per la Lega – aggiungono i parlamentari del Carroccio -, la sicurezza dei cittadini è una priorità. Solo grazie all’impegno di Matteo Salvini e Nicola Molteni era stato possibile aumentare gli organici di uomini e donne in divisa nei territori. Con il taglio previsto ora nel decreto Ucraina-bis – mille unità in meno dal prossimo 1 luglio – il presidio del territorio compie invece un passo indietro inquietante. Non va affatto bene”.

La rimodulazione dell’operazione “Strade Sicure”, con la riduzione del contingente impiegato, è tuttavia un tema su cui si dibatte da tempo. Le leggi di bilancio 2021 e 2022, infatti, avevano già disposto una graduale riduzione del personale impiegato nell’operazione prevedendo il passaggio da 7.050 unità a 6.000 unità (già attuato) entro giugno 2021, e il passaggio a 5.000, per l’appunto, dal 1 luglio 2022.