Stretta sulla corruzione. Ecco il provvedimento del Governo. Il disegno in quattro punti: pene più lunghe e carcere pure a chi patteggia

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Meglio tardi che mai verrebbe da dire. Fatto sta che dopo l’esplosione dell’ultimo scandalo giudiziario, Mafia Capitale, che sta disegnando una vergognosa pagina per la storia di Roma, arriva oggi in Consiglio dei ministri il provvedimento per mettere un freno ai reati contro la pubblica amministrazione e in particolare contro la corruzione. Quattro mosse per estirpare il male. Alle 18 la verità sul disegno di legge del governo Renzi, ma dovrebbero esserci alcune norme per aggredire i patrimoni previste dalla legislazione speciale per i reati con l’aggravante mafiosa. Innalzamento della pena minima da quattro a sei anni e carcere anche a chi sceglie di patteggiare, periodo per arrivare alla prescrizione più lungo, procedure più semplici per la confisca dei beni a chi ha avuto condanne definitive e restituzione delle somme ottenute con la corruzione da parte del condannato. Mano pesante quindi che passa per queste quattro modifiche al codice penale. “Su 50 mila carcerati, solo 257 per la corruzione”, ha sottolineato il premier, Matteo Renzi, “E questo non è serio”. Ma all’annuncio di Renzi ha risposto l’Associazione nazionale magistrati, che comprando una pagina su diversi quotidiani nazionali, ha ribattuto chiedendo: “Vere riforme per una giustizia nell’interesse dei cittadini. Bisogna passare dalla retorica delle parole ai fatti”. E uno dei provvedimenti suggeriti dall’Anm è quello di interrompere definitivamente la prescrizione al momento dell’esercizio dell’azione penale o comunque all’esito della sentenza di primo grado. Altrimenti ha spiegato il presidente Anm, Rodolfo Sabelli “la prescrizione rischia di operare come incentivo all’uso distorto delle garanzie”. Non resta che attendere le 18 per vedere se la linea dura sulla corruzione l’avrà vinta, visto che giù mercoledì qualcuno aveva storto il naso.