Ponte sullo Stretto di Messina, l’odg di FI e FdI approvato alla Camera non piace ai Verdi. Bonelli: “Non ci sono più ragioni per sostenere Draghi”

Stretto di Messina Bonelli
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“Ieri il Governo ha dato parere favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina per voce della sottosegretaria Alessandra Sartore, in un documento presentato da FI e FDI con il quale si dice un Sì chiaro a quest’opera inutile e pericolosa impegnando il governo a trovare le risorse per finanziarlo. Riteniamo questa decisione di una gravità inaudita che si somma alla decisione delle settimane scorse di Draghi di trasmettere alla Camera una relazione favorevole alla realizzazione dello stesso Ponte”. E’ quanto ha detto il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, a proposito dell’odg della deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo approvato ieri a larga maggioranza (318 favorevoli, 17 astenuti, 54 contrari) dall’Aula di Montecitorio che impegna il Governo a reperire nel Fondo complementare al Pnrr le risorse per realizzare un collegamento stabile nello Stretto di Messina.

“Per quanto ci riguarda, non ci sono più le ragioni politiche e programmatiche per sostenere il governo Draghi – aggiunge Bonelli – che avevamo accolto senza alcun pregiudizio, con la sincera speranza che con il PNRR e gli altri atti si potesse avviare una stagione di vero cambiamento verso la transizione ecologica di cui il Paese ha bisogno per rimettere in moto l’economia e avviare quegli atti di cura di cui questa nostra Italia martoriata ha estremo bisogno: purtroppo il governo ha preso la direzione di scelte obsolete e proposte di berlusconiana memoria”.

“Il sì al Ponte sullo Stretto, – incalza Bonelli, – insieme alla scelta di un PNRR che affossa la transizione ecologica, alla decisione del ministro Cingolati di riaprire a trivellazioni e a una discussione ambigua su nucleare, obbliga noi Verdi a esercitare l’ opposizione verso questo Governo. L’opera del Ponte sullo Stretto è aberrante, fuori dalla storia. La si vuole realizzare in una delle aree più sismiche del Mediterraneo sottraendo risorse a investimenti cruciali, che neanche il PNRR ha voluto affrontare, come incentivare il trasporto pubblico, risolvere i problemi della depurazione e della dispersione delle reti idriche e la difesa del suolo? Siamo semplicemente esterrefatti di fronte alla scelta di questo Governo di resuscitare opere faraoniche che sono già costate un miliardo di euro solo per sciatteria”.

“L’ordine del giorno approvato ieri alla Camera – ha detto, invece, il deputato del MoVimento 5 Stelle, Paolo Ficara – non cambia lo stato dei fatti. Sia nel PNRR sia nel Fondo complementare – prosegue Ficara – non sono previste risorse per il collegamento dello Stretto e, a oggi, l’unico progetto disponibile è quello presentato all’epoca dal governo Berlusconi, obsoleto e totalmente da rivedere dal punto di vista normativo. Il lavoro del MoVimento rispetto alle infrastrutture al Sud risponde, e ha sempre risposto, a una logica di sostenibilità ambientale e è quello che abbiamo voluto inserire nell’ordine del giorno approvato a Montecitorio”.

“Il ministero ha completato uno studio sulle varie possibilità di collegamento stabile – aggiunge il parlamentare M5S – ed ha chiesto un ulteriore studio su tutti i miglioramenti possibili per quanto riguarda l’attraversamento dinamico, studio attualmente in corso. Quando avremo tutti gli elementi potremo fare i confronti e avviare gli studi di fattibilità. A prescindere dalle continue strumentalizzazioni – afferma ancora Ficara -, abbiamo, come Gruppo, sempre sottolineato la necessità di mettere in campo mezzi di trasporto compatibili ed ecosostenibili per l’intera area dello Stretto, a cominciare dall’acquisto e potenziamento di nuovi traghetti di collegamento tra le due sponde, così come assicurato dal ministro Giovannini e dalle risorse previste nel PNRR”.