Stupri e spari nella Milano violenta. Per Sala è tutta colpa del Covid. Il sindaco schiera 500 vigili e nuove telecamere. L’opposizione accusa: la città paga problemi irrisolti

GIUSEPPE SALA
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Stupri in piazza la notte di San Silvestro, minori violenti, risse, assembramenti. A Milano nelle ultime settimane la situazione è fuori controllo e, travolto dalle polemiche, il sindaco Beppe Sala ieri ha cercato di correre ai ripari, puntando su 500 nuovi vigili e su un aumento del numero delle telecamere di sorveglianza. Allo stesso tempo, però, il primo cittadino ha fatto anche un appello al Governo, affinché invii aiuti al capoluogo lombardo.

IL DIBATTITO. Sala ieri ha affrontato il tema sicurezza in consiglio comunale, illustrando il piano messo a punto dalla sua amministrazione e indicando anche quelle che a suo avviso sono le motivazioni alla base delle violenze. Il sindaco ha previsto l’assunzione di 500 nuovi vigili urbani. “Giovedì prossimo – ha annunciato – ci sarà l’apertura al bando per le graduatorie in vista delle nuove assunzioni che avverranno in due tranche. La prima, da 240 nuovi vigili entro novembre 2022 e altri 260 entro novembre 2023”.

Il primo cittadino ha quindi aggiunto che più velocemente non si può fare e sarebbe anche sbagliato farlo. “I nuovi assunti – ha detto – devono essere addestrati”. Un piano già illustrato durante la campagna elettorale e che ora trova la sua applicazione, anche per rispondere alle nuove esigenze della città in termini di sicurezza, seppur oneroso per le casse di Palazzo Marino.

“Ci aspettiamo che l’ingente sforzo del Comune, in un momento difficile per far quadrare il bilancio – ha sottolineato Sala – sia accompagnato da un adeguato e immediato rinforzo da parte dello Stato”. Oltre ai nuovi vigili, il sindaco ha poi promesso che ci saranno nuove telecamere e un meccanismo di coordinamento tra Prefettura, Questura e Comune per “interventi sempre più flessibili, rapidi ed efficaci”.

Andando sulle motivazioni delle violenze, il primo cittadino di Milano ha invece sostenuto che le conseguenze della pandemia sono sostanzialmente tre, sanitaria, economica e sociale, e che sono intimamente l’una legata all’altra. “È ormai evidente – ha detto – che i nodi stanno arrivando al pettine”. Per il primo cittadino dunque il Covid e la “sospensione della vita sociale e il prolungato isolamento” sono uno dei motivi di maggior malessere nei giovani, ricordando che il tratto comune agli ultimi episodi è proprio la partecipazione di giovani e giovanissimi, come le violenze in Piazza Duomo a Capodanno hanno dimostrato, ma non solo: “Il tema delle periferie e del degrado di una parte della città è ancora lì sul tavolo e la pandemia lo ha portato alla luce in tutta la sua urgenza”.

Per questo, secondo Sala, annullare il concerto di Capodanno è stato giusto, “ma la gestione dell’ordine pubblico si è complicata” e anche la chiusura delle discoteche è altrettanto giusta, “ma i giovani che le popolavano non è che ora stanno in casa”.

LE POLEMICHE. Le opposizioni ritengono invece che quelle del sindaco siano le classiche lacrime di coccodrillo. “Forza Italia segnala da anni un enorme problema di sicurezza a Milano ma il Comune sembra accorgersene solo ora”, ha affermato Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo di FI. Ma non tutti sono così intransigenti. L’ex sfidante a Palazzo Marino e ora capogruppo della Lista Civica che porta il suo nome, Luca Bernardo, ha infatti dichiarato che è evidente che la pandemia stia producendo conseguenze non solo sanitarie, ma che è tempo che si superino certi steccati ideologici. La situazione del resto è tesa in quella che è la capitale economica d’Italia e occorrerà vedere se la stretta avrà effetti.