Su Ama la Raggi aveva visto giusto. Perquisita la sede dell’azienda capitolina. Mancato versamento della Tari e beni sovrastimati. Indagine nata da un dossier consegnato ai pm dalla sindaca

di Davide Manlio Ruffolo
Politica Roma

Che ci sia qualcosa di strano nei conti di Ama, lo sospettano in molti. Dubbi su cui da settimane indaga la Procura di Roma che ieri ha inviato i finanzieri nella sede della municipalizzata per sequestrare alcuni documenti relativi alla valorizzazione del Centro Carni, di via Palmiro Togliatti, il cui valore dell’immobile risulta a bilancio per 139 milioni di euro. Una cifra che sarebbe stata sovrastimata al fine di far quadrare i conti in rosso della società, attraverso dei lavori di ristrutturazione previsti e non ancora eseguiti. Sospetti per i quali, sempre ieri, i finanzieri hanno anche acquisito una perizia sull’immobile depositata nell’Archivio notarile.

La struttura, ben 286mila metri quadri in località Tor Sapienza nel quartiere Collatino, nel 2011 fa il suo ingresso fra le “immobilizzazioni materiali” di Ama al valore di carico di poco più di 116 milioni di euro per poi continuare a salire fino al 2015 quando arriva a sfiorare i 139 milioni di euro. La cifra, però, non convince i pm, infatti, che scoprono una valutazione fatta da un perito esterno ben inferiore: 31 milioni e 560 mila euro a causa dei mancati interventi di trasformazione e valorizzazione finanziaria previsti ma mai iniziati. Nell’indagine, però, non c’è solo il Centro Carni.

I magistrati guardano soprattutto ai 250 milioni di Tari, la tariffa sui rifiuti, raccolti dall’azienda per conto del Campidoglio e mai riversati. Denaro che, contrariamente a quanto dovrebbe essere, sarebbe stato utilizzato dai vertici dell’azienda per ripianare i debiti con le banche. Insomma una serie di illeciti per i quali sono indagati l’ex presidente del consiglio di amministrazione Daniele Fortini, l’ex consigliere Carolina Cirillo e Antonella Giglio in qualità di ex amministratore unico di Ama.

NULLA DI NUOVO. Sulla vicenda è intervenuta la sindaca Virginia Raggi: “Non commento le indagini in corso” tuttavia “una cosa la voglio dire, così mi tolgo anche un sassolino dalla scarpa: io negli anni scorsi sono stata la prima a portare in Procura dei dossier” su Ama. “Non mi sono vergognata a farlo, a denunciare pubblicamente la mia perplessità sui bilanci Ama che mi venivano presentati. Credo che il tempo è galantuomo, e mi darà ragione” ha chiosato la sindaca che proprio per aver denunciato il malaffare nell’azienda è stata contestata dalle opposizioni.