Così il Sud potrà realizzare infrastrutture utili. Il M5S vincola più risorse. Federico: “Serviranno per scuole, strade, ferrovie, ospedali, porti e aeroporti”

Sud Antonio Federico
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Un importante risultato che agevolerà tutto il Sud soprattutto per la realizzazione di nuove infrastrutture. È questo il risultato raggiunto dal deputato M5S Antonio Federico: “L’emendamento che ho firmato a nome di tutto il M5S nell’ambito del dl Semplificazioni – spiega a La Notizia – concede ai territori del Sud, alle aree interne e alle zone montane di avere pieno riconoscimento tra i criteri di riparto delle risorse economiche per realizzare nuove infrastrutture”.

In concreto cosa comporterà questo emendamento?
Comporterà la realizzazione di interventi su scuole, strade, ferrovie, ospedali, porti e aeroporti, permettendo al Sud di recuperare il divario infrastrutturale con il resto del Paese. Senza il nostro intervento i parametri per individuare le nuove opere avrebbero tenuto in considerazione solo i territori ad alta densità di popolazione o di insediamenti produttivi. Era un’ingiustizia che abbiamo sanato.

Crede che così verranno soddisfatte le reali esigenze del Sud?
In questo modo Regioni ed enti locali tornano ad essere protagonisti ma è fondamentale che ora siano celeri nel definire i Livelli essenziali delle prestazioni e gli standard per la perequazione infrastrutturale. L’obiettivo deve essere realizzare nuove opere: per farlo sono a disposizione 4,6 miliardi di euro da programmare e spendere entro 12 anni.

Il rilancio del Sud è uno dei temi centrali per il Movimento. Quale crede debba essere il prossimo obiettivo, specie alla luce del Pnrr?
Bisogna continuare a lavorare pensando alle aree più svantaggiate. Ad esempio durante la discussione sul decreto Governance, con un lavoro di studio, atti e sana pressione politica, siamo riusciti a blindare per legge il Capitolo Sud del Pnrr, pari al 40% delle risorse. Significa che nell’attuazione del Piano di ripresa, anche nella parte relativa agli interventi messi a bando, il 40% delle risorse sarà indirizzato al Sud. È una norma innovativa, perché per la prima volta è stabilito il divieto di usare altrove le risorse destinate al Sud. Ora serve massima attenzione affinché i fondi siano spesi bene e non si perdano tra burocrazia e cattiva amministrazione, ma è stato importante superare vecchie impostazioni in nome della lotta alle disuguaglianze e dello sviluppo del Meridione.