Sui Gay Silvio sposa Matteo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Lapo Mazzei

Ecco, per una volta occorre partire dal fondo per capire cosa sta davvero in cima. Anzi, in testa al Cavaliere, tanto per giocare con le parole, visto che Silvio Berlusconi ha deciso di fare altrettanto, in modo tale da mischiare le carte in tavola. “Forza Italia”, dice l’ex presidente del Consiglio nel corso dell’animata conferenza stampa alla Camera che ne ha decretato il ritorno ufficiale sulla scena, “si sta ristrutturando e punta a vincere le elezioni nel 2018”. Sì, avete letto bene: 2018. Dunque Berlusconi dà per scontato che Matteo Renzi concluda la legislatura e non si vada al voto anticipato nella primavera del prossimo anno, come invece sostengono tutti. Se controlli Palazzo Chigi, hai stregato il Paese, tieni tutti in mano e quelli che non ci sono sgomitano per arrivarci, è normale pensare di andare alle urne per ottenere quel consenso bulgaro che gli permetterebbe di annullare l’opposizione interna e azzerare la litigiosità dei gruppi parlamentari. E Renzi accarezza l’idea più di quanto i fatti non dimostrino. Dunque Berlusconi mostra il dito per nascondere la luna. “Qualcuno ha detto che Forza Italia è in via di liquidazione, è vero il contrario, è in via di ricostruzione”, ha affermato il Cavaliere, “ ma anche in espansione sul territorio, abbiamo dato il via ad assemblee in ottomila comuni, cerchiamo portabandiera anche nei piccolissimi comuni, anche dove finora i nostri si sono presentati in liste civiche”. Probabile, dato che il prossimo anno ci sono comunque le elezioni regionali. Verosimile che sino a quel momento il partito gli faccia comodo, ma non oltre.

MODELLO TEDESCO
Perché il sipario sul 2018 cala quando Berlusconi affrontata il tema delle unioni civili e di tutto ciò che ruota attorno al tema. Ovviamente la password per decifrare la logica berlusconiana applicata al problema sta nella formula magica “Modello tedesco”, la stessa evocata dal premier. E così, per la seconda volta in due giorni, Berlusconi prende l’iniziativa e che “Forza Italia si“ batte “per il sostegno alla famiglia, che è composta da un uomo e una donna, ma ci battiamo anche per il rispetto della persona in tutti i suoi aspetti e allora sui diritti civili e individuali occorre un cambio di passo e occorre fare questo sforzo di adeguamento alla realtà che è cambiata”. Conclusione del ragionamento: “siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso tra il rispetto profondo dei valori cristiani, a cui teniamo molto, e della famiglia tradizionale ma chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire quando le esigenze della società cambiano”.

IL PUNTO FISSO
E se cambiano in prossimità di un eventuale voto anticipato, figuriamoci se il tema non diventa importante. Intercettare il consenso di questa fascia di elettori non è affatto un elemento secondario. Il Berlusconi innamorato e aperto al cambiamento non è un fatto da poco. Ma non è questa l’unica novità. Il leader di Forza Italia alza il tiro contro il governo (“Il terzo di seguito a non essere eletto, dovremmo insorgere”), ma sottolinea che il dialogo con Renzi continua. A partire dalla legge elettorale. “Ci confrontiamo con Renzi per trovare una legge che possa andare nella direzione del bipolarismo e fare un passo avanti nella governabilità dell’Italia”, spiega, “l’importante è che ci sia una legge che non favorisca il frazionamento del voto e dei partiti, cosa che ha fatto invece la legge sulla par condicio voluta dalla sinistra contro di me”. Perché la vera partita, ragione per la quale Berlusconi è tornato sulla scena, è quella relativa alla legge elettorale. Da quella dipende tutto. E tutto il resto è noia. O contorno, se preferite. Compresa l’apertura sul diritto di cittadinanza agli immigrati: “dare la cittadinanza ai figli degli stranieri che vivono in Italia è doveroso, tanto più dopo un ciclo scolastico che gli consente di parlare la nostra lingua e conoscere la nostra storia e i punti cardine della nostra civiltà”. Anche quelli, in fondo, sono voti…

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La balla degli italiani fannulloni

Ogni estate ha il suo tormentone musicale, ma quest’anno, con le discoteche ancora chiuse dobbiamo accontentarci di questo ritornello: “non ci sono lavoratori stagionali perché col Reddito di cittadinanza i giovani non vogliono più darsi da fare”. Su giornali e tv è questa la hit

Continua »
TV E MEDIA