Sulla legge elettorale i renziani stanno con Salvini. Il proporzionale con sbarramento al 5% approda in Commissione

di Raffaella Malito
Politica

Nulla di fatto sulla legge elettorale. Ieri in commissione Affari costituzionali della Camera avrebbero dovuto adottare il testo base del Brescellum  (dal nome del presidente della commissione Affari costituzionale, Giuseppe Brescia)- proporzionale con soglia di sbarramento al 5% – e fissare il termine degli emendamenti ma la seduta è stata sospesa per una questione pregiudiziale sollevata dalle opposizioni. La seduta è stata rinviata a data da destinarsi. Si attendono le decisioni del presidente della Camera. “Abbiamo presentato una questione pregiudiziale dopo aver scoperto che in Commissione Affari costituzionali i 5 Stelle hanno un deputato in più rispetto a quanto previsto: sono 16 anziché 15. Questo vìola l’articolo 19 del Regolamento della Camera che stabilisce una presenza dei gruppi nelle Commissioni proporzionata al numero totale dei parlamentari”, dichiara il deputato azzurro Francesco Paolo Sisto. Ma sulla riforma elettorale a mettersi di traverso non è tanto il centrodestra, contrario al proporzionale (anche se un’ala azzurra, quella più moderata, non vede di buon occhio il maggioritario) e a qualsiasi accelerazione, quanto Italia viva. Matteo Renzi ha rilanciato sul maggioritario e intende stoppare la riforma: non sarebbe questo il momento, in piena crisi economica, di parlare di legge elettorale. Ad ogni modo i renziani sarebbero pronti a presentare uno o più emendamenti al testo base per trasformare il Brescellum in un sistema maggioritario in grado di garantire che, un minuto dopo il voto, si sappia già chi ha vinto. Contro la soglia al 5% si registrano in realtà anche i mugugni di Leu. Non la pensa così il Pd. I dem chiedono il rispetto dell’accordo raggiunto a dicembre e che indicava nel Brescellum il punto di caduta in grado di soddisfare tutti. E premono per il sì della Camera al testo entro la pausa estiva. Il M5S rimane fedele all’impegno preso ma una parte dei suoi parlamentari non condivide la voglia di accelerare del Pd. Ora lo slittamento dei lavori in Commissione rischia di mandare all’aria il tentativo di calendarizzare il testo per il 27 luglio nell’aula di Montecitorio. E il Pd rischia di rimanere isolato. Del resto se dalla partita dovessero sfilarsi tanto Iv quanto Leu, e con le opposizioni contrarie (di sicuro Lega e FdI) Pd e M5S non avrebbero la forza per portare in aula e blindare il Brescellum. “Sul testo base la maggioranza non c’è”, attacca Iv.