Sull’appoggio o meno al governo dei Migliori, il M5S è spaccato in due

Il malcontento nel Movimento è lampante e sono in molti a pensare che sia giunto tempo di voltare pagina e lasciare l'Esecutivo.

Sull’appoggio o meno al governo dei Migliori, il M5S è spaccato in due. Sebbene sia stata firmata una tregua a tempo tra Giuseppe Conte e Mario Draghi, ciò a riprova di come sia maggioritaria l’ala governista, il malcontento nel Movimento è lampante e sono in molti a pensare che sia giunto tempo di voltare pagina e lasciare l’Esecutivo.

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Sull’appoggio o meno al governo dei Migliori, nel M5S cresce il fronte degli intransigenti

Capofila della fronda di duri e puri è il senatore Alberto Airola che da giorni paventa l’opportunità di uno strappo: “Dopo i recenti fatti, primo tra tutti il comportamento ambiguo del premier Draghi sulle proprie dichiarazioni in merito a Conte, la frustrazione e l’insofferenza del nostri elettori per un governo che smantella sistematicamente i nostri obiettivi politici” cresce e per questo “rappresento l’istanza d’uscita da questo governo, voluta fortemente dal nostro Popolo”.

Una posizione condivisa dal senatore e sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Gianluca Castaldi, che a La Stampa ha detto che “in maggioranza finora abbiamo preso tanti schiaffoni, possiamo lavorare benissimo anche dall’opposizione” tanto “Draghi i numeri per andare avanti li ha”.

Dello stesso avviso Paola Taverna, vicepresidente M5S, che ha detto: “Dovevamo entrare nel governo, ma non si resta a ogni costo”. Frasi che, secondo quanto trapela, segnalano come il pressing per un eventuale addio alla maggioranza sarebbe caldeggiato anche all’interno del giglio magico di Conte, composto dai vicepresidenti M5S.

Tra chi vorrebbe chiudere l’esperienza di governo ci sarebbe anche il senatore Danilo Toninelli. Proprio lui in passato ha detto che “l’eventuale eliminazione del Superbonus minerebbe la nostra presenza nel governo”. E “la nostra presenza al governo è legata anche a questo”.

Tanti mal di pancia

Tra gli insoddisfatti figurerebbe pure il vicepresidente del gruppo alla Camera, Luigi Gallo, che a La Notizia ha dichiarato: “Noi non abbiamo la necessità di sventolare bandierine ma quella di risolvere i problemi delle persone. L’azione del Governo si giustifica solo se va in questa direzione” precisando che “non tutti i nostri elettori sono contenti di questo Governo”.

Sarebbe scontenta anche la senatrice Alessandra Maiorino che, rispondendo alle pressioni del Pd secondo cui con la fuoriuscita dalla maggioranza verrebbe meno anche l’alleanza tra i due partiti, ha spiegato: “Il Pd ci teme. Questa è l’unica spiegazione di certe recenti uscite scomposte”.

Dubbi sulla permanenza al Governo espressi pure dal sottosegretario alle Infrastrutture del M5S, Giancarlo Cancelleri. Quest’ultimo ha detto: “Noi vogliamo pesare all’interno del governo e, in maniera serena e corretta, sostenerlo. Aspettiamo risposte su questi temi” come il Reddito di cittadinanza e il Superbonus, “in caso contrario sarà Conte ad avviare una valutazione serena”. Fiducia a tempo ribadita dal deputato Marco Bella: “Questo non è il governo dei nostri sogni ma se si può incidere, allora si resta. In caso contrario, si faranno le opportune valutazioni”.

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