Sulle mozioni esito scontato. A Bonafede accuse infondate. Parla il capogruppo M5S al Senato, Perilli: “Ora la maggioranza può tornare a lavorare per il Paese”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“L’esito della votazione non è mai stato in dubbio”. Parola del capogruppo M5S al Senato Gianluca Perilli, che liquida come “pretestuose e strumentali” le mozioni di sfiducia contro il ministro Alfonso Bonafede.

La maggioranza supera la prova delle mozioni di sfiducia delle destre e di +Europa contro il ministro Bonafede. La prima accusava il Guardasigilli di scarcerare troppo, la seconda di scarcerare troppo poco. Che idea si è fatto sulle motivazioni di queste iniziative?
“Mozioni pretestuose e strumentali. I miei colleghi del centrodestra sanno bene che il ministro Bonafede nulla c’entra con le scarcerazioni decise da alcuni magistrati, piuttosto lui è il ministro che sta rimandando in carcere i boss. La mozione della senatrice Bonino invece, in modo del tutto opposto, accusa Bonafede di eccesso di giustizialismo. La verità è che la nostra linea sulla giustizia è una sola: certezza della pena, piena dignità per tutti, processi veloci e nel rispetto dei diritti di tutte le parti”.

Fatto sta che il risultato è stato in bilico fino alla fine con Italia Viva indecisa fino all’ultimo sul sostegno o meno alle mozioni di sfiducia. Come giudica il comportamento tenuto da Renzi in questa partita alla quale è rimasto appeso per giorni il destino del Governo?
“A mio avviso l’esito della votazione non è mai stato in dubbio, Renzi e Italia Viva hanno esposto le loro argomentazioni in aula e in un’interlocuzione con il governo. Come hanno tenuto a precisare non si tratta di chiedere poltrone ma di porre questioni di merito. Finché si discute di contenuti va sempre bene”.

“Se noi votassimo oggi secondo il metodo che ella, signor ministro, ha utilizzato nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri dei nostri governi passati, dovrebbe andare a casa”. Parola di Renzi che ha anche citato i casi Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti e De Vincenti. Che effetto le ha fatto sentirlo evocare questi nomi in Aula?
“Un brutto effetto, è un accostamento del tutto inappropriato e fuori luogo. Non c’è alcuna vicenda giudiziaria o anche eticamente discutibile per cui Alfonso Bonafede possa essere accusato, a differenza dei casi citati”.

Archiviate le mozioni di sfiducia, i nodi nella maggioranza, però, restano. Dopo lo scontro sulla regolarizzazione dei migranti non teme che sulla riforma del processo penale possano riesplodere i contrasti con i renziani e, in questo caso, anche con parte del Pd?
“Ogni appuntamento politico importante viene considerato potenzialmente decisivo per la tenuta della maggioranza. Io penso che si possa andare avanti serenamente finché si lavora con serietà per il nostro paese e, per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, finché si rispettano i principi e la visione generale in cui crediamo. Finora è sempre successo e non ho motivo di dubitare per il futuro”.

L’assetto del Governo è blindato o è necessario un tagliando tanto sul programma quanto sulla squadra (tradotto: rimpasto)?
“Stiamo gestendo la fase 2 dell’emergenza sanitaria e affrontando i problemi sociali e economici con il decreto Liquidità, con il dl Rilancio e prossimamente arriverà il decreto Semplificazioni. Le commissioni parlamentari stanno riprendendo il loro lavoro a pieno regime e i provvedimenti all’esame non mancano. Se in vista dell’autunno ci sarà da perfezionare il programma lo si farà senza problemi: sulle riforme necessarie, ad esempio quella del fisco o quelle della giustizia, vogliamo accelerare. Eventuali discorsi sui rimpasti li trovo di poco interesse”.