Sull’Ilva lo spettro di un’Alitalia bis. In tutto 25 pretendenti, ma 6 non hanno le carte in regola

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La corsa all’Ilva, se così si può dire, è ufficialmente cominciata. Alla corte della disastrata acciaieria si sono presentati in 25, ma a 6 gruppi è stato chiesto un supplemento di documentazione. Secondo fonti vicine alla società, i 19 gruppi già ammessi sono: Dhi-Di Nardi Holding Industriale, Eusider, Fonderia Boccacci, Tecnotubi, Car Segnaletica Stradale, Faser, Finarvedi e Acciaieria Arvedi,  Vesuvius Italia, Marcegaglia Carbon Steel, Lucchini RS, Fonderie Mora Gavardo, Cassa Depositi e Prestiti, Zaklady Magnezytowe Ropczyce, Ionian Shipping Consortium, Csn Steel, Erp Compliant Fuels, Pan Atlantic Shipping Co, Magnesita Refractiories. Sempre secondo fonti vicine all’operazione le sei società per chi è stata chiesta un’integrazione documentale sono Trasteel Internazional, Euroflex, Societé Mosellane de Vente de Fers, Toles et Aciers Enterprise Gans, Etablissement Robert et Compagnie, Erdemir, P&C (Shenzen) Industrye Found Management Partnership Firm. Nel frattempo i sindacati, che nei giorni scorsi avevano organizzato uno sciopero dei lavoratori, hanno preso posizione chiedendo che stavolta non si verifichi un altro caso Alitalia. Di sicuro il calvario dell’acciaieria non è ancora finito, anche se una piccola luce in fondo al tunnel si comincia a vedere.

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