Il super Tuesday incorona Trump e Clinton. Ma la partita per la Casa Bianca è ancora aperta

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I più preoccupati dopo il super Tuesday sono i repubblicani. Sì, preoccupati della vittoria del loro candidato più chiacchierato, quel Donald Trump che facendo incetta di voti si sta conquistando la candidatura alla Casa Bianca. Lo “sTrumpalato” ha conquistatp 274 delegati, dietro di lui con 149 delegati è arrivato Ted Cruz, solo 82 per Marco Rubio. Nessuna sorpresa neanche in casa democratica dove Hilary Clinton ha ottenuto una larga vittoria ottenendo 1001 delegati, staccando Bernie Senders che si è fermato a 371. Sette stati ciascuno per i due candidati lanciatissimi alla sfida finale per la Casa Bianca. Nel super Tuesday erano in palio 595 delegati per i repubblicani, poco meno della metà rispetto a quelli necessari per la vittoria (1.237), mentre per i democratici 865, oltre un terzo di quelli necessari (2.383).

GLI SFIDANTI – Il repubblicano Cruz ha conquistato il Texas, l’Alaska e l’Oklahoma, mentre il democratico Senders il Vermont e altri tre Stati: Oklahoma, Colorado e Minnesota. Debacle per Marco Rubio, il repubblicano ha trionfato solo in Minnesota, chi si aspettava qualche sorpresa in più è rimasto deluso. Fine della corsa per il senatore di origini cubane che si proponeva di essere l’alternativa a Trump? Ancora no, visto che Rubio spera nella sua Florida per un ribaltone ormai difficilissimo. Anche lì i sondaggi lo danno dietro a Trump. Mentre Cruz invoca il suo ritiro. Insomma il partito repubblicano ha le sue belle gatte da pelare visto che la candidatura di Trump sarebbe tutt’altro che unitaria. I vertici del partito, nemmeno più troppo velatamente, stanno chiedendo a Michael Bloomberg una terza candidatura per fermare il miliardario. “Solo lui puo’ farlo”, sentenziano gli esperti. Bloomberg potrebbe sciogliere la riserva già entro la prossima settimana, ma le possibilità che il 74enne ex sindaco di New York si candidi “sono molto basse, quasi zero”, ha avvertito una fonte alla Abc News.

DUELLO FINALE – Già parlano da vincitori nei rispettivi partiti la Clinton e Trump. “Questo Paese appartiene a tutti noi, non solo a chi guarda in una direzione, prega in una direzione o pensa in una direzione”, ha detto un’entusiasta Hillary Clinton parlando nel suo quartier generale di Miami. L’ex segretario di Stato, che si presenta come l’erede del presidente uscente Barack Obama, ha potuto contare anche sui voti degli afro-americani riuscendo a vincere pure in Virginia dove Obama le aveva inferto una dura sconfitta. Hillary ha vinto, contro ogni pronostico, anche in Massachusset dove Sanders era ritenuto favorito perché si tratta di uno Stato vicino al Vermont. Parla da vincitore anche Trump che ha attaccato duramente quella che vede come sua avversaria finale: “Quello che ha fatto Hillary è un atto criminale”, attacca riferendosi allo scandalo delle email. Tutti in Florida, dunque, come del resto Rubio. E’ lì che fra due settimane si svolgerà una partita decisiva. Ed è lì’, come in altri stati-chiave, che si assegneranno molti delegati con la regola del ‘winners-takes-all’, chi vince piglia tutto”.